Guida terrestre per autostoppisti. Il passaggio non passa di moda.

Guida terrestre per autostoppisti. Il passaggio non passa di moda.

Se ti è piaciuto condividi..Share on Facebook
Facebook
0Share on Google+
Google+
0Tweet about this on Twitter
Twitter

La pratica del passaggio (Hitch hiking in inglese) così diffusa negli anni Settanta è tornata in voga e si chiama ridesharing!

Prima di tutto facciamo un po’ chiarezza tra quello che è carsharing, carpooling e ridesharing. Ormai questi termini sono entrati a far parte del linguaggio comune ma è anche molto comune che si faccia confusione.

Ridesharing

Gli automobilisti mettono a disposizione (sharing) i posti liberi nella loro macchina, dando un passaggio (ride) a chi ne ha bisogno lungo la tratta percorsa. Può essere un percorso abituale o saltuario.

Carsharing

E’ il noleggio dell’autovettura per un certo periodo di tempo, quindi la macchina(car) che viene messa in condivisione(sharing)tra diverse persone.

Carpooling

Un gruppo di persone che solitamente fa lo stesso tragitto, per esempio colleghi di lavoro, si mettono d’accordo (pooling) e condividono l’uso di un mezzo per effettuare lo spostamento in comune.

E poi c’è il  buon vecchio autostop

Sono ricorsa all’autostop diverse volte sia in Italia sia all’estero. Sostengo ampiamente questa la pratica. Sono patologicamente appassionata di imprevisto e novità. In più si incontrano un sacco di persone interessanti, scoprendo le loro storie. E ogni volta si apre un mondo!

Viviamo purtroppo nell’epoca in cui lo straniero e il diverso sono guardati con sospetto se non con disprezzo. La condivisione di un pezzo di strada è un’esperienza estremamente positiva e può contribuire alla promozione della cultura della fiducia. O almeno io voglio credere che sia così. 🙂

Im_not_psycho

Rimango sempre piacevolmente meravigliata a scoprire che ci sono ancora moltissime persone disposte a dare un passaggio per il semplice piacere di aiutare qualcuno. Gente fiduciosa nelle buone intenzioni altrui.

Passaggi per il mondo

Il passaggio però è molto più diffuso nel resto dell’Europa rispetto all’Italia. Perfino in Asia (Indonesia e Thailandia) a volte l’ho utilizzato. Sebbene laggiù non sia così diffusa, i locali sono solitamente ben disposti a concederlo, specialmente nelle zone meno battute dal turismo di massa. Nelle zone più turistiche te lo danno volentieri ugualmente ma poi ti chiedono anche un contributo.
Nei Balcani, invece, in Bosnia Erzegovina in particolare, è tutt’ora consuetudine fare l’autostop sopratutto fuori dal centro cittadino. Molta gente ha bisogno di spostarsi da un villaggio all’altro e non ha un mezzo per farlo. Mi è capitato in prossimità del Parco Naturale di Blidinje (tra l’altro di rara bellezza per i maestosi ed incontaminati paesaggi), percorrendo una strada secondaria, di incontrare un contadino che faceva l’autostop. Ero in macchina con un mio amico. Ci fermiamo per caricarlo e lui, senza fare una piega, sale in macchina e ci indica la sua destinazione. Purtroppo non abbiamo potuto fare conversazione perchè non ci capivamo ma è stato in ogni caso un bell’incontro. Ah le cosiddette popolazioni in via di sviluppo! Chissà cos’è poi veramente lo sviluppo?..ma questa è un’altra storia. Magari in un altro post..

Dopo questo doveroso elogio del passaggio è necessario però fare alcune precisazioni. Nonostante io sia sostenitrice indiscussa di questa pratica bisogna metterla in pratica con un minimo di strategia e cautela..sia nella condizione di conducente sia in quella di passeggero.

Ecco allora alcuni consigli pratici che ho imparato appunto…strada facendo.

Se chiedi un passaggio

553802703878808094wL2k6ahc

Munisciti di una buona mappa

Pratica e maneggevole, magari sotto forma di libro. Meglio ancora se con riportate la posizione delle stazioni di servizio (ottimi posti dove fare quattro chiacchiere con gli automobilisti ed eventualmente trovarne qualcuno disponibile a caricarti). Questo è valido in generale per qualsiasi tipo di viaggio, ma in quello on the road può tornare estremamente utile. Si deve sapere esattamente dove vuoi andare, chiedendo all’autista la sua disponibilità o valutando alternative nel caso la persona abbia una destinazione diversa dalla tua.

Piazzarsi in un buon posto, visibile e sicuro

In base anche alle condizioni meteorologiche: se fa molto caldo dove è possibile ripararsi sotto un po’ d’ombra e sotto un riparo se dovesse invece piovere. Il principio base è che più veloci le macchine vanno e più spazio hanno bisogno per fermarsi. Perciò se scegliete una strada ad alta percorrenza  assicuratevi di essere sufficientemente a bordo strada e visibili anche da lontano, in modo che l’automobilista abbia il tempo di vedervi, decidere di fermarsi e lo spazio oggettivo per fermarsi in sicurezza e farvi salire.

Non fate l’autostop di notte

Consiglio piuttosto scontato ma mi sento comunque di scriverlo. E’ veramente molto pericoloso e per quanto si sia assetati di avventura bisogna mantenere almeno un po’ di buon senso. Questo è un mantra che devo ripetere continuamente nei miei viaggi! Di notte è buio e non siete visibili a bordo strada. Quindi oltre che dannatamente pericoloso non è neanche efficace. Piuttosto se dovete passare la notte in giro e non avete ancora trovato un passaggio fate in modo di raggiungere una stazione di servizio o uno di quei negozi aperti 24 ore. Il commesso è obbligato a stare lì tutta la notte, non gli dispiacerà un po’ di compagnia e comunque se chiesto gentilmente quasi sicuramente non negherà di passare la notte dentro il negozio.

Sorridi e mantieni un atteggiamento positivo

So che può essere molto noioso e scoraggiante aspettare, a volte per ore, ma pensa che le persone che passano non immaginano da quanto tempo tu stai a bordo strada e sicuramente viene più voglia di caricare una persona sorridente che una imbronciata e nervosa.

Cerca un contatto visivo con il conducente

Se guardi una persona negli occhi in modo amichevole mentre ti passa vicino sarà sicuramente più invogliata a fermarsi e considerare l’idea di darti il passaggio.

Se hai la possibilità scrivi un cartello

Una scritta mette in evidenza la tua destinazione senza che il conducente si debba fermare. Chi decide di farlo sà già la direzione in cui devi andare. In più puoi camminare tranquillamente e attirare l’attenzione allo stesso tempo, senza dover continuamente alzare il pollice. Potresti anche scrivere qualcosa di carino e simpatico, se gli fai fare una risata vai sicuro che si fermano anche solo per salutarti. Per esempio “la tua destinazione e poi..biscotti gratis oppure destinazione avventura o destinazione felicità” ma ci si può sbizzarrire con le idee fantasiose.

L’ abito non fa il monaco…ma la prima impressione è quella che conta

E’ vero che per chi viaggia zaino in spalla, non sempre c’è la possibilità di poter scegliere che cosa indossare e non sempre si possono avere vestiti perfettamente puliti e stirati. D’altra parte chi decide di caricarci in macchina deve ricevere un’immagine per lo meno non potenzialmente minacciosa. Per questo motivo, se si può, è bene evitare di vestirsi completamente di nero. Per le donne, invece, meglio pantaloncini non troppo corti o magliette non troppo scollate. Va bene fidarsi ma l’occasione può effettivamente fare “l’uomo ladro”, perciò meglio non passare messaggi che potrebbero essere mal interpretati.

Se non ti senti sicuro di tranquillamente di no

Rifiutare un passaggio non è la fine del mondo e io credo molto nell’istinto e nella capacità delle persone di captare una situazione di eventuale pericolo anche solo affidandosi ad una sensazione.

Una volta salito in macchina chiacchiera

Oltre al fatto di spostarsi gratuitamente il bello è anche questo: conoscere nuove persone, chissà che storia fantastica potrebbe avere da raccontarti?

Goditi il viaggio

Non preoccuparti troppo di cosa ti aspetta una volta arrivato, piuttosto di trascorrere il passaggio ad organizzare spostamenti o a pensare al dopo..goditi il momento, l’incontro con l’altro e per l’appunto..la gioia della condivisione.

 

Se dai un passaggio

Non sei obbligato a dare un passaggio se ti sei fermato

E’ bene ricordarlo, fermarsi da un autostoppista non significa farlo salire in auto per forza. Fate affidamento sulle vostre sensazioni, se d’istinto quella persona vi ispira fiducia, semplicemente non caricatela. Dopo aver chiesto quale sia la sua destinazione potete sempre rifiutarvi gentilmente dicendo che non siete di strada.

Non basatevi solo sull’aspetto

Chi chiede un passaggio potrebbe non essere vestito di tutto punto, pulito e stirato, anche questo fa parte del viaggiare all’avventura, non si può mai sapere quando e dove troverai la prossima lavatrice.

Scambiatevi i contatti

Può essere utile avere avere l’email dell’autostoppista e dargli la propria, nel caso dimenticasse qualcosa a bordo ma anche solo per rimanere in contatto e chissà mai un giorno essere ricambiati del favore.

Se volete lasciarlo prima del posto concordato

Può capitare che vogliate far scendere il vostro passeggero perchè non vi sentite a vostro agio con lui o per altri motivi. In questo caso ritengo che la verità, detta con tatto, sia la migliore politica. Si può semplicemente comunicare il proprio disagio e concordare di farlo scendere in un posto comodo per cercare un altro passaggio per esempio un’area di servizio.

Godetevi il viaggio

Un autostoppista ha sicuramente molte storie divertenti ed interessanti da raccontare, sfruttate il tragitto per ascoltarle, non ve ne pentirete!

 

Il passaggio, quindi non passa mai di moda e spero non passerà mai.Perciò che siate conducenti o passeggeri vi auguro buon viaggio e come sempre..buon vento!

 

2 thoughts on “Guida terrestre per autostoppisti. Il passaggio non passa di moda.

  1. Brava ottimi consigli!
    Sopratutto la parte di notte, non avevo pensato a sfruttare una stazione di servizio, anche come riparo magari!
    Inoltre lì è possibile cercare il contatto diretto con gli automobilisti all’interno del locale 😉

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.