Corso di meditazione Vipassana: Un viaggio verso la consapevolezza

Corso di meditazione Vipassana: Un viaggio verso la consapevolezza

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Un viaggio verso la consapevolezza..sembra proprio uno degli slogan di cui si potrebbe riempire la bocca un guru motivazionale. Un concetto che può essere tanto astratto quanto confuso o mal interpretato. Non è così in questo caso. Un ritiro di meditazione Vipassana rende il tutto molto chiaro ma sopratutto tangibile.
Poco fa ho terminato il mio primo corso di 10 giorni ed è stata un’esperienza veramente grandiosa.

Ma andiamo per ordine..cos’è la meditazione Vipassana?

Partendo dal presupposto che non sono un’esperta né di Vipassana né, tanto meno, di meditazione in assoluto, cercherò di spiegare dal mio punto di vista di cosa si tratta.

La meditazione Vipassana viene scoperta e diffusa da Gotama il Buddha sotto il nome di Dhamma (la via verso la liberazione). Lui da sempre aveva rifiutato di associare questa forma meditativa ad aspetti religiosi e di culto. Sosteneva, infatti, che la consapevolezza e la liberazione devono essere alla portata di chiunque, qualsiasi possa esserne religione, etnia, genere od orientamento politico. Il Dhamma è amore per tutti senza distinzione o condizionamenti.

Tecnica e filosofia

Le procedure per applicare correttamente la tecnica di meditazione vengono spiegate accuratamente durante il corso e la disponibilità del maestro e dei suoi assistenti è totale. Ma ciò che veramente conta per imparare a meditare correttamente sono determinazione, costanza e attitudine positiva. Nessuno fa il lavoro al posto nostro!

Tutto parte dall’ascolto del proprio respiro e gradualmente, affinando la concentrazione e l’attenzione, si giunge all’ascolto delle sensazioni del corpo. Iniziando da quelle più immediate e percepibili, un prurito o il contatto dei vestiti o dell’aria sulla pelle, per arrivare alle sensazioni più sottili ed impalpabili. Sono migliaia ma ciascuna di esse ha durata imprevedibile. Apparendo e scomparendo velocemente e costantemente creano un flusso di energia percepibile, attraverso la meditazione, in tutto il corpo.

Acuire la sensibilità e percepire flussi interni del corpo, tuttavia, non è che il punto di partenza della meditazione Vipassana. Da una parte, infatti, si sperimentano sensazioni sottili molto piacevoli. Dall’altra bisogna fare i conti con i dolori di postura e tutte le tensioni accumulate nel corso della propria vita.
Fin da piccoli ogni volta che si prova un’emozione spiacevole particolarmente intensa (rabbia, dolore, frustrazione, ecc..) il corpo si contrae e man mano si creano nodi di tensioni. Nodo su nodo..alla fine viene fuori un groviglio di rigidità. Meditando esse vengono inevitabilmente in superficie provocando indolenzimenti e dolori fisici.

E qui entra in gioco il concetto di equanimità

L’equanimità è un concetto chiave nella pratica della meditazione Vipassana.

Attraverso la meditazione si allena gradualmente la mente a non concentrarsi sulle sensazioni spiacevoli, sviluppando nei loro confronti sentimenti di avversione  cercando di contrastarli. Questo potrebbe generare ancora più tensioni e quindi dolore. Per quanto spiacevole possano essere bisogna imparare a rimanere equanimi(neutrali) rispetto ad esse.

Allo stesso modo è necessario non generare sentimenti di desiderio nei confronti delle sensazioni piacevoli, dei flussi energetici. Anch’essi sono impermanenti e quindi destinati a finire.
Fuori dalle spiegazioni filosofiche il senso di tutto il discorso è: niente dura per sempre. Bisogna acquisirne chiara consapevolezza ed accettazione. E’ inutile “disperarsi” per qualcosa di brutto che tanto finirà. Allo stesso modo provare desiderio e bramosia verso qualcosa di bello che finirà a sua volta. Questa è la legge di natura. Noi possiamo solo esserne consapevoli ed accettarla.

Comprendere ed accettare l’impermanenza

L’impermanenza è l’altro punto cardine della meditazione Vipassana.

Sperimentare sensazioni sulla propria pelle (anzi sarebbe più corretto di sotto la pelle) permette di acquisisce gradualmente la consapevolezza della sostanza che ci compone. Noi siamo fatti di pura energia. Ma l’energia, per sua stessa definizione, funziona ad impulsi che passano e vanno…passano e vanno. Questo la rende quindi transitoria e non durevole nel tempo. Da qui il suo carattere di impermanenza. Dal momento che anche noi siamo fatti di energia abbiamo inevitabilmente carattere di transitorietà.

Avere una percezione così vivida delle sensazioni corporee aiuta a comprendere questo concetto. Si passa da una consapevolezza solo di concetto, mentale, ad una sensoriale, perciò chiara e tangibile.

Regole del corso di meditazione Vipassana

E’ necessario riflettere bene prima di decidere se partecipare ad un corso di meditazione Vipassana. Mettersi in gioco significa anche accettare le regole senza preconcetti nè malumori. Quindi o si è dentro totalmente o si è fuori (non nel senso che si viene espulsi, ma l’efficacia del ritiro ne risentirebbe in modo significativo). Le regole sono molto rigide ed impongono, per i dieci giorni del corso, di vivere in modo molto diverso da come si è solitamente abituati. Questo non è deciso in modo arbitrario per un sadico piacere degli organizzatori o perchè si pretende che gli studenti intraprendano il percorso dell’ascetismo. Il significato è ben preciso e comprensibile. Il grado di concentrazione e introspezione che viene richiesto durante il ritiro è molto elevato. Sono, perciò, necessarie alcune privazioni che, a prima vista, potrebbero sembrare esagerate e senza senso ma, una volta arrivati alla conclusione, se ne comprende pienamente l’utilità.

Detto ciò signori e signore…ecco le regole.
  • La sveglia è alle 4 di mattina per poi spegnere la luce per la notte massimo alle 22.
  • Ci si impegna a non lasciare il corso prima del termine dello stesso.
  • Non si deve uccidere alcun essere vivente
  • Tassativa deve essere la divisione tra uomini e donne
  • Rispettare un assoluto silenzio (non parlare o comunicare con gli altri studenti in nessuna forma)
  • Partecipare a tutte le meditazioni e i momenti comuni previsti dall’organizzazione del corso
  • I pasti sono vegetariani ripartiti in questo modo: colazione (ore 8), pranzo (ore 11) e frutte, latte o tè (ore 17)
  • Durante il corso non è permesso lasciare la struttura (è possibile, se il tempo lo permette, fare delle brevi passeggiate all’interno  dei della proprietà)
  • Non rubare
  • Non  mentire
  • Si invita a sospendere per tutta la durata del corso qualsiasi contatto con il modo esterno
  • Si invita a sospendere per tutta la durata del corso qualsiasi forma di religione o culto alternativo (recitare preghiere, messa, ecc..)
  • Si invita a sospendere per tutta la durata del corso qualsiasi forma di ginnastica o attività fisica
  • E’ vietato in modo assoluto l’assunzione di sostanze intossicanti (alcool, tabacco e droghe)
  • Per tutta la durata del ritiro non si potranno utilizzare cellulari, computer, macchine foto. Il tutto viene consegnato all’inizio del corso ad un responsabile della struttura per poi essere restituito al termine
  • Non è permessa la lettura di libri o la scrittura

 

Giornata tipo ad un corso di meditazione Vipassana

4.00
Sveglia
4.30 – 6.30
Meditazione nella sala di meditazione o nella propria stanza
6.30 – 8.00
Pausa per la colazione
8.00 – 9.00
Meditazione di gruppo nella sala
9.00 – 11.00
Meditazione nella sala o nella propria stanza secondo le istruzioni dell’insegnante
11.00 – 12.00
Pausa per il pranzo
12.00 – 13.00
Riposo, colloqui con l’insegnante
13.00 – 14.30
Meditazione nella sala o nella propria stanza
14.30 – 15.30
Meditazione di gruppo nella sala
15.30 – 17.00
Meditazione nella sala o nella propria stanza secondo le istruzioni dell’insegnante
17.00 – 18.00
Pausa per il tè
18.00 – 19.00
Meditazione di gruppo nella sala
19.00 – 20.15
Discorso del Maestro nella sala
20.15 – 21.00
Meditazione di gruppo nella sala
21.00 – 21.30
Periodo per le domande nella sala
21.30
Ritiro nelle stanze per la notte. Le luci vengono spente

 

Come partecipare ad un corso di meditazione Vipassana

Esistono centri di diffusione della meditazione Vipassana in quasi tutto il mondo. Anche in Italia sono già diverse le realtà che propongono questa pratica. Si può consultare il sito italiano oppure quello internazionale  selezionando la lingua che ci interessa.
Attraverso il sito web si accede alla lista dei corsi disponibili in Italia, Europa o resto del mondo e si può procedere con la candidatura.

Il mio primo corso di meditazione Vipassana è stato presso il centro Dhamma Atala in provincia di Firenze. Una struttura immersa nella meravigliosa natura dell’Appennino tosco emiliano. Ha nevicato moltissimo in quei giorni e la vista delle candide colline aveva qualcosa di magico.

I corsi prevedono la presenza di 40 studenti in tutto (20 maschi e 20 femmine equamente divise tra chi frequenta per la prima volta e chi ha già partecipato ad uno più seminari di 10 giorni).

Il seminario non è a pagamento. La filosofia è quella di dare la possibilità a tutti di poter partecipare, indipendentemente dalla disponibilità economica. Le persone che lavorano all’interno di un corso, dal maestro agli assistenti a chi cucina e pulisce, sono “servitori” volontari. Una volta terminato un corso di 10 giorni di meditazione Vipassana chiunque può diventare un “servitore” volontario nei seminari a venire. Ciò darà la possibilità ad altri studenti, a loro volta, di poter frequentare un corso in un ambiente adeguato e confortevole.

E’ possibile, tuttavia, fare una donazione alla fine del ritiro. Ognuno in base a quello che può e si sente dona una quota di denaro che servirà per l’organizzazione e la gestione dei corsi futuri.

 

Imparare la tecnica non è tutto

Un ritiro di meditazione Vipassana non è solo imparare la tecnica  ma molto di più!


I dieci giorni della durata del corso serviranno anche a mettere alla prova la forza di volontà di ognuno. La consapevolezza è l’arrivo di  un viaggio che  ha come tappe obbligate indolenzimento fisico, insicurezze, dubbi della mente e continue messe alla prova. Non è detto che un solo corso sia sufficiente per raggiungerla pienamente, io, per esempio, sono ancora in ricerca. Certo è, però, che 10 giorni intensivi di meditazione Vipassana mi hanno formito tutti gli strumenti per cominciare il viaggio in questa direzione.
Altri meravigliosi effetti “collaterali” al termine di questo corso sono fiducia, soddisfazione in se stessi, pace interiore , grande energia e gioia…gioia infinita!
Vediamo passo passo da cosa deriva tutto ciò.

Fiducia e soddisfazione in se stessi

Le prove fisiche e mentali a cui si viene sottoposti sono innumerevoli e di grande intensità. Al termine del ritiro si raggiunge la consapevolezza di essere riusciti a superarne molte e comunque essersi messi in gioco. Questo dà la misura della propria forza e determinazione ed è molto gratificante.

Pace interiore

L’ambiente in cui si è immersi per tutti i dieci giorni è quieto, silenzioso ma sopratutto sereno. Inizialmente ci si deve fare l’abitudine, così immersi come si è di solito in ritmi pressanti, scadenze e frenesie. Poi, però, il corpo e la mente si rilassano e ne traggono un enorme beneficio.

Energia

Mangiare sano e genuino per dieci giorni porta una disintossicazione profonda dell’organismo. Ma la purificazione avviene sopratutto a livello mentale. Purificazione da pensieri negativi,  stress e ansie quotidiane. Questo genera un’enorme energia. Il giorno della fine del corso, per esempio, mi sono svegliata alle 4 per l’ultima meditazione di gruppo. Ho viaggiato da Faenza a Roma, per poi uscire in compagnia per le vie del centro fino a tarda ora. Al momento di andare a dormire ero ancora piena di energie. Capita spesso che abbia delle giornate impegnative e che riesca a gestirle ma quel giorno  e i successivi ho provato straordinaria forza e vitalità.

Dopo tutti questi effetti benefici, aver appreso la tecnica della meditazione Vipassana, superato ostacoli e aver avviato un viaggio verso la consapevolezza non si può che provare gioia…gioia infinita!

I meditatori

Last but not least! (ultimo ma non meno importante)

Incontrare le persone che ho incontrato durante questo corso di meditazione Vipassana è stata una ricchezza enorme. Al pari di venire a contatto con questa tecnica così antica ma insieme così rivoluzionaria. Persone in viaggio, in ricerca, a volte con bagagli emotivi pesanti al seguito, ma che ciò nonostante non si arrendono, continuando a mettersi in discussione. Incontrare persone così restituisce fiducia nel genere umano, scalda il cuore e riempie di meraviglia.

Grazie ai miei silenziosi ma estremamente presenti compagni di corso!

Se sceglierete di intraprendere questo percorso un grande augurio di buon viaggio..verso la consapevolezza

 

 

8 thoughts on “Corso di meditazione Vipassana: Un viaggio verso la consapevolezza

  1. Grazie Martabak, mi hai riportato indietro di molti anni… quando partecipai anch’io a questi magnifici 10 gg che mi cambiarono la vita.
    Descrizione bella e accurata ma insufficiente per comprendere a fondo la potenza del corso, a chi non l’ha vissuto; l’unico consiglio che mi sento di condividere è “provare”.
    Grazie ‍♂️‍♀️

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