Volontariato in un Ashram, condivisione e scoperta interiore

Volontariato in un Ashram, condivisione e scoperta interiore

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Volontariato in un Ashram un’esperienza unica e decisamente molto intensa. E’ un’occasione unica per scoprire una realtà completamente diversa da quella a cui siamo abituati. Vivere in un Ashram per un certo periodo permette soprattutto di mettersi alla prova, riscoprendo le piccole cose ma che in fondo poi sono le più importanti. Può servire per evadere da un periodo particolarmente stressante della vita e cercare risposte a grandi interrogativi individuali. Oppure semplicemente provare a vivere in modo semplice e più a contatto con se stessi. Un periodo passato in un Ashram dona pace e calma interiore e se si guarda nella giusta direzione anche una grande consapevolezza personale.

Ma cerchiamo di capire meglio..che cos’è un Ashram?

L’ashram nasce originariamente in India come monastero religioso Indù. Realtà esportata in Europa durante gli anni ’60. Oggi ci sono Ashram in tutto il mondo. Sono comunità di persone che vivono insieme, solitamente in un luogo isolato, a contatto con la natura, praticando meditazione e yoga. La spiritualità è al primo posto nella quotidianità. Ma non si deve pensare a ore e ore di preghiere, meditazioni e prepotenti indottrinamenti. Spiritualità, in questi luoghi, è diventare consapevoli del fatto  che siamo parte di un tutto, di un universo con il quale siamo profondamente connessi. La pratica di yoga e meditazione quotidiana è un mezzo per sperimentare e sentire in prima persona questa connessione. E vi giuro che si può! Anche io che sono la più prosaica e scettica del mondo ho provato sensazioni uniche durante il mio soggiorno attraverso le sedute di yoga e meditazione.

Cosa si fa in un Ashram?

L’Ashram è un luogo dove è possibile intraprendere gli studi e specializzarsi in una disciplina specifica in ambito spirituale, meditativo e fisico. Ma non per forza si deve studiare. E’ possibile anche solo partecipare alla quotidianità, liberamente senza costrizioni e obblighi, alle pratiche spirituali ed alle diverse lezioni. Ogni incontro viene solitamente gestito a turno da uno studente diverso. Un buon modo per loro di esercitarsi nella conduzione di gruppi e per chi partecipa di sperimentare diversi stili e impostazioni.

In un Ashram ci si rigenera dal punto di vista fisico e mentale. Ci si rilassa e si prova una realtà diversa da quella a cui si è abituati. Si impara a vedere la vita sotto diverse prospettive e punti di vista alternativi.

Di solito la quotidianità è scandita da incontri di yoga e meditazione. Si parte alla mattina, generalmente presto, prima dell’alba. E’ possibile che vengano organizzati altri incontri durante la giornata e nella serata.

Dove sono stata io ci si incontrava tutte le mattine alle 5 per due ore e mezza di yoga e meditazione. Sembrano un’esagerazione, soprattutto per chi non è abituato, ma una volta che si prende il ritmo di svegliarsi presto il tempo passa velocemente e da sacrificio diventa un appuntamento giornaliero atteso.

Una delle cose che più mi piaceva dell’iniziare così presto di mattina era che si cominciava con il buio più assoluto ma alla fine della lezione, aprendo gli occhi dopo un’ora ininterrotta di canti meditativi, ti accorgevi che aveva albeggiato e che ormai era giorno. Era una sensazione unica, ogni volta di gioia e meraviglia. Che bellezza cominciare la giornata in questo modo! D’altra parte la pratica mattutina dona per tutto il giorno una lucidità e un’energia straordinaria. Ci si sente sani e in forze quando si vive in questo modo.

In ogni caso non si è nè obbligati a praticare nè tanto meno bisogna forzarsi  ed essere compulsivi nella pratica. Quando uno non se la sente semplicemente accetta il fatto che in quell’occasione è andata così ed eventualmente può cercare di fare meglio la volta sucessiva.

La costanza, la tenacia, la forza di volontà vengono decisamente allenate in luoghi come questi. Anche se non sempre si riesce a seguire i propri propositi e si pecca nella mancanza di  continuità, la percezione non è di giudizio e critica. Si è consapevoli di avere sempre una seconda occasione per migliorare e crescere.

Oltre alle pratiche yogiche e spirituali sicuramente vi verrà chiesto di partecipare attivamente alla vita dell’Ashram. Durante il periodo di permanenza sarete considerati veri e propri membri della comunità, per tanto è giusto che vi comportiate come tali.  Ci potrebbe essere un orto a cui badare, legna da tagliare, spazi da tenere puliti ed in ordine e pasti da preparare. A seconda delle proprie abilità, inclinazioni, conoscenze ci si può proporre o si viene designati a dare una mano in un particolare ambito. Non si parla di più di 5 o 6 ore di lavoro al giorno con i ritmi dell’Ashram, quindi no stress ma solo calma e serenità.
Per esempio io mi occupavo dell’orto e spesso di preparare il pranzo. Il sabato mattina tutti insieme pulivamo gli ambienti comuni e tendenzialmente il sabato pomeriggio e la domenica ognuno poteva dedicarsi alle attività che più preferiva. Ovviamente l’incontro mattutino di yoga era un’opzione valida sempre.

Che discipline si insegnano in un Ashram?

In un Asharam si pratica yoga e meditazione. Ma non sono tutti uguali. Ci sono stili di yoga e di meditazione molto diversi tra loro.

Yoga è uno stile di vita prima ancora di essere un inseme di posizioni ed esercizi fisici. Quello fatto in palestra, slegato da qualsiasi altro contesto è piuttosto riduttivo anche se può essere comunque efficace. Yoga significa unire. Può essere interpretato in molti modi e c’è chi parla dell’unione con Dio. A me piace pensare che la pratica dello yoga aiuta l’individuo ad essere unito in interazione costante con l’universo che lo circonda. Quando riesco a fare yoga in modo serio e con continità quello che percepisco è pace e armonia con tutti gli elementi. Ed è veramente bellissimo!

Ci sono diversi stili di Yoga e meditazione che possono venir praticati a seconda del luogo e del maestro i cui insegnamenti sono tramandati nell’Ashram. Spesso si medita cantando. Quasi sempre prima di mangiare c’è un breve momento di raccoglimento e ringraziamento. In ogni luogo si celebra in modo diverso. Dove mi trovavo io si trattava di 11 minuti di meditazione seguita da alcuni canti.

Che persone si incontrano in un Ashram?

Bella domanda! E’ difficile dare una risposta. Ma magari chi decide di intraprendere un periodo all’interno di un Ashram si pone questo interrogativo. Non è possibile, come sempre, fare una generalizzazione. Posso però dirvi chi ho incontrato io.
Persone in ricerca, alle prese con un viaggio dentro di sè, forti e determinate ma fragili e sensibili allo stesso tempo. Gente che vuole mettersi alla prova, provare la propria tenacia e devozione, che cade mille volte ma si rialza mille e una. Uomini e donne che sorridono con bocca, occhi, ed anima ma sono anche capaci di piangere e non se ne vergognano.
Ho incontrato persone con passati turbolenti e futuri incerti, con forti personalità e caratteri pungenti ma tutti avevano una caratteristica in comune: l’amore. Amore e passione per tutto quello che facevano. Senza mai dare per scontato qualcosa, ringraziando l’universo per tutto quello che poteva arrivare. Tutto è destinato a passare ed ogni momento, anche di sofferenza, è un dono.

Scommetto che se state pensando di trascorrere un periodo della vostra vita in un Ashram avete anche voi un po’ tutto questo dentro di voi.

Regole dell’Ashram

A seconda dell’Ashram in cui si sceglie di soggiornare ci saranno regole e regimi differenti. Potrebbe esserci un clima più rilassato e meno restrittivo per cui per esempio è concesso allontanarsi, e volendo, dormire al di fuori del monastero in qualche occasione. Potrebbe, d’altra parte, esserci anche un regime più restrittivo perchè magari ci si trova in un Ashram che ospita prevalentemente studenti che quindi devono impegnarsi a fondo ed essere totalmente immersi nella realtà del seminario. Chi decide di vivere in un posto così dovrebbe essere consapevole che non si trova in villeggiatura o in una struttura turistica. Pertanto il mancato rispetto del regolamento può comportare anche l’allontanamento dall’Ashram stesso.

Le regole fondamentali e direi sempre valide, invece, possono essere le seguenti:

  • Il rispetto degli altri è sempre messo al primo posto. Rispetto della sua individualità, libertà, ruolo ed unicità.
  • E’ vietato il possesso e l’assunzione di qualsiasi tipo di droga.
  • E’ vietata l’assunzione di intossicanti quali alcol, sigarette, tabacco e spesso anche eccitanti come tè e caffè.
  • E’ richiesto di mantenere puliti ed ordinati gli ambienti che si abitano.
  • Telefoni cellulari di solito devono essere spenti o comunque tenuti in modo da non disturbare la tranquillità del luogo.
  • I pasti sono tutti rigorosamente vegetariani, in alcuni realtà non vengono usati per nulla ingredienti di origine animale.
  • Durante le ore notturne (dalle 22 alle 5 circa) deve essere mantenuto il silenzio.
  • In alcuni luoghi è vietata la pratica sessuale.

Come scegliere un Ashram

Sarebbe molto ad effetto dire che non sei tu che scegli l’Ashram ma l’Ashram che sceglie te. Non è proprio così! Ma è vero anche che se sei nel posto giusto e pratichi la disciplina giusta te ne accorgi. Ce ne si può rendere conto da come reagisce il nostro corpo alle lezioni di yoga e soprattutto a quanto beneficio riscontriamo nell’anima.

Vero è che si sceglie un luogo senza averlo inizialmente provato quindi vi consiglierei di andare un po’ ad istinto. Leggete bene il sito internet dell’Ashram, ormai quasi tutti ne hanno uno. Se non c’è telefonate o scrivete una email e chiedete quante più informazioni possibili a proposito delle regole, dell’impostazione delle attività, degli eventuali costi.

Proprio così…i costi! Questa è un dettaglio a cui bisogna fare molta attenzione. Un vero Ashram vi ospiterà sempre in modo gratuito in cambio della partecipazione alla vita quotidiana, ai lavori ed alla cura del posto. Se vi chiedono soldi e in più dovete anche lavorare per loro statene alla larga, non è sicuramente un vero Ashram. Può essere richiesta una donazione, anzi più che richiesta dovreste semplicemente essere messi a conoscenza del fatto che c’è la possibilità di farla senza essere forzati in nessun modo a dare denaro.

Diverso è il discorso se si soggiorna per frequentare un corso, perciò non è possibile aiutare concretamente perchè la maggior parte del tempo si è impegnati in lezioni o incontri formativi. In quel caso è più che probabile che qualsiasi Ashram chieda un contributo economico. Questi introiti, insieme alle donazioni, spesso sono gli unici in queste realtà. Certo non si vive nel lusso e non c’è, o non ci dovrebbe essere, un grosso giro di soldi, ma gli abitanti si devono pur sostentare in qualche modo.

Attenzione agli specchietti per le allodole

A volte, purtroppo, è possibile che dietro all’etichetta di Ashram si nasconda un mero interesse economico. Spesso accade nei luoghi più turistici, mi viene in mente Bali o zone molto turistiche della Thailandia e dell’India. Perciò informatevi bene prima di decidere di soggiornare in un Ashram.

Soldi a parte, leggete a proposito della pratica. Se condividete i principi ispiratori dell’Ashram, se pensate di poter rispettare le regole e partecipare alla vita quotidiana senza grosse difficoltà. Insomma quando avete tutte le informazioni utili cercate di calarvi mentalmente nella situazione e capire se potrebbe fare per voi oppure no.

Chateau Anand, Francia

Il mio Ashram, quello dove ho vissuto per un certo periodo, si trova in Francia, vicino alla città di Poitiers. Probabilmente vivere in un monastero indiano o in Asia è tutta un’altra cosa, un’esperienza ancora più mistica ed autentica. Ciò nonostante, se come me avrete la fortuna di capitare nel posto giusto al momento giusto, anche la permanenza in un Ashram europeo vi lascerà dentro una bellissima e fortissima impronta.

Il posto di cui sto parlando si chiama Chateau Anand, letteralmente castello scintillante. E un po’ lo è in effetti. Castello perchè c’è un vero e proprio castello, proprio di quelli caratteristici dei paesini della Francia, che sembra uscito da un racconto dei templari. Scintillante perchè le persone che lo abitano lo sono e dopo un po’ lo diventi anche tu. Non parlo di lampadine in testa o abiti fosforescenti, parlo dell’anima. Chi vive a Chateau Anand acquisisce una certa lucentezza interiore. Sarà per la pratica costante di yoga e meditazione o per l’alimentazione super mega sana (non si mangiano prodotti di origine animale e i prodotti sono tutti rigorosamente biologici), o ancora forse per il magnifico orto che che tutti i residenti curano con tanto amore. Probabilmente tutto questo messo insieme.

La mia permanenza a Chateau Anand è stata un’alternanza di nuovi incontri, discipline e sensazioni. Ho imparato che se abbassi un po’ le difese e ti concedi di essere te stesso potrai scoprire cose che mai avresti immaginato. Siamo veramente connessi con il resto dell’universo ed attraverso la pratica costante di yoga e meditazione lo si può provare in prima persona.

La disciplina praticata a Chateau Anand è lo Yoga Kundalini.

Ma che cos’è lo Yoga Kundalini?

Lo Yoga Kundalini è chiamato “Yoga Energetico” o “Yoga della Consapevolezza”. Ha come obiettivo quello di creare equilibrio tra corpo, anima e mente facendo proprie più tecniche di diversi stili. Si parte con il controllo della respirazione (pranayama), la postura (asana), la meditazione (dhyana) per poi arrivare alle tecniche di rilassamento ed al lavoro sul corpo. Quando si parla di attività fisica, Kriya nello Yoga Kundalini, ci si riferisce a sequenze di posture e movimenti. Queste hanno come scopo quello di favorire la circolazione sanguigna, depurare e fortificare i tessuti e gli organi, bilanciare il sistema ghiandolare e rafforzare il sistema nervoso. Insomma una vera bomba energetica!

Insieme al lavoro sul corpo, il Kundalini yoga utilizza tecniche di rilassamento e di meditazione accompagnate dalla recitazione di mantra (una sequenza sacra di suoni con significato spirituale) che agiscono progressivamente anche sull’energia mentale e la concentrazione e profonda calma interiore.

Lo Yoga Kundalini è un percorso fisico, mentale e spirituale rivolto a risvegliare l’energia creatrice “addormentata” dentro di noi, arrotolata come un serpente, alla base della colonna vertebrale, corrispondente al primo chakra. I chakra sono dei canali, centri di energia, che vengono attivati attraverso la pratica di Yoga e meditazione.

Quali sono gli effetti di una pratica costante del Kundalini yoga?

Quando si acquisisce una certa costanza nella pratica si possono notare subito evidenti cambiamenti nel corpo ma anche nell’animo. Aumenta la vitalità, lo stato di benessere, calma e serenità. Migliora lo stato di salute fisica e la forza del sistema immunitario.

Se c’è qualche dolorino e tensione spariscono e ci si sente molto più agili ed energici. Ma non bisogna spaventarsi perchè non c’è bisogno di essere un contorsionista o  super-snodati per praticare Yoga Kundalini. In ogni caso, anche per chi è una tavola di legno come me, in breve tempo si può notare una maggiore flessibilità.

Quello che è bene ricordare, però, è che lo yoga non è uno sport, né una ginnastica alla moda. Si tratta invece di acquisire gradualmente il controllo del proprio corpo ed entrare in contatto con noi stessi scoprendo l’energia che ognuno ha dentro di sè.
Ma soprattutto lo Yoga non è una religione che impone un credo o una dottrina ma pura e semplice consapevolezza. Se poi si vogliono approfondire gli aspetti spirituali della disciplina si è sempre liberi di farlo ma non è indispensabile per la pratica quotidiana.

Alla fine l’unico modo per comprendere ed eventualmente apprezzare la pratica dello yoga è provare, sperimentarla in prima persona.

Buon viaggio alla scoperta di voi stessi e come sempre buon vento!

23 thoughts on “Volontariato in un Ashram, condivisione e scoperta interiore

  1. è stato molto interessante leggere il tuo articolo e sono molto interessata a vivere un esperienza in un ashram, mi piacerebbe poter andare in India e a Bali ma da ciò che hai scritto mi pare di capire che è più difficle trovare strutture che non siano interessate più all’aspetto turistico o sbaglio? grazie ciao

    1. Ciao Lina, grazie per l’interesse prima di tutto. Sicuramente è molto facile incappare in strutture in cui l’aspetto turistico è l’elemento principale, a Bali credo sia molto difficile trovare un posto che genuinamente ti offra la possibilità di fare un’esperienza di volontariato senza chiederti nulla in cambio. Ma mai dire mai. In India è già più probabile. Il mio consiglio è di cercare diversi posti su internet e scrivere loro un’email chiedendo i dettagli per soggiornare da loro. In base alle risposte decidi che cosa è meglio per te. Un consiglio generale, come ho scritto anche nell’articolo, se ti chiedono soldi per dormire e mangiare drizza le orecchie, se il contributo è minimo, 50/100 euro a settimana può essere che lo usino effettivamente per autosostentarsi. se la richiesta è alta io scarterei il posto a priori. In bocca al lupo e fammi sapere poi se hai trovato un posto per te! Ps. Se hai individuato dei posti e ti fa piacere avere un consiglio o un secondo parere inviami pure i link e ti faccio sapere anch’io cosa ne penso. Un abbraccio. Martabak

  2. Ciao! Parli dello scegliere un ashram…Ma come e dove? Nel senso che in internet c’è talmente confusione che non ne ho cavato niente..hai una lista o altro da suggerire?

    1. Ciao Marzia, grazie per avermi scritto innanzi tutto! Dipende molto da dove ti piacerebbe andare, il clima e l’esperienza che ti piacerebbe fare. Ci sono posti per tutti i gusti e le temperature. Di solito io scrivo Ashram, yoga o meditation, voluntary project e il nome del posto dove vorrei andare e appaiono parecchi risultati su google. Se vuoi una mano più specifica mi puoi contattare su Facebook scrivendo un messaggio alla mia pagina https://www.facebook.com/ilblogdimartabak/. Un abbraccio e in bocca al lupo per le tue esperienze!

  3. Ciao, sono interessata a compiere un viaggio spirituale, avevo pensato di andare in India e offrirmi volontaria a lavorare nell’Ashram… Il punto è che volevo andarci non solo per essere volontaria, ma anche per poter meditare e partecipare alle loro preghiere… In questo caso potrebbero ospitarmi gratuitamente oppure devo pagare per essere ospitata. Nel senso: se vado ad offire il mio aiuto senza pagare il soggiorno posso anche partecipare alle meditazioni o no?

    1. Ciao Jomyyy..grazie per avermi scritto! Certamente se partecipi come volontaria alle attività dell’Ashram diventi un membro a tutti gli effetti della comunità quindi dovresti avere accesso alle attività del gruppo, yoga, preghiera e meditazione. Se così non fosse e ti chiedessero soldi extra per partecipare allora ti consiglierei di trovare un altro posto, significa che è più un luogo per fare “vacanze alternative” più che un vero e proprio Ashram, non che ci sia nulla di male di per sè ma magari non è quello che stai cercando. Scrivimi pure se hai bisogno di altri consigli e per raccontarmi come stanno andando le tue esperienze! Un grande abbraccio e buona fortuna! Martabak

  4. Ciao Marta,
    anch’io ho letto con grande interesse il tuo articolo in quanto vorrei fare un’esperienza di questo tipo.
    Avendo la possibilità di usufruire di un periodo poco impegnato ho deciso di “ritirarmi” in luogo dove possa fare del volontariato ed unire a questo la pratica dello yoga e della meditazione. L’esperienza da te descritta mi è sembrata molto costruttiva ed anche Chateau Anand mi è parsa una comunità davvero interessante.
    Essendo la prima volta che frequenterei un Ashram (ho già avuto esperienze di volontariato ma non in queste strutture) ed avendo un budget abbastanza limitato ho deciso di restare in Europa. Per questa ragione volevo chiederti se la permanenza a Chateau Anand ha un costo per i volontari in quanto, nella eventualità, dovrei fare i miei “conticini”. Gli ho già contattati ma non ho ancora ricevuto risposta. Attendo fiducioso.
    Sentiti libera di rispondermi o meno.
    Ti ringrazio e saluto
    N

    1. Ciao Naoki. Che bello che hai deciso di intraprendere questa avventura. Il soggiorno è sotto forma di scambio, quindi tu hai vitto e alloggio in cambio di un tot di ore di lavoro al giorno..di solito 5 o 6 con due giorni liberi..tendenzialmente sabato e domenica. Non è richiesto un contributo economico. Essendo gestito da un’associazione olandese che si chiama H3O, puoi eventualmente provare anche a contattare loro direttamente, dovrai pagare soltanto la tessera associativa, per questioni assicurative più che altro. Si tratta di poche decine di euro, non ricordo esattamente ma sicuramente non più di 30. In bocca al lupo per il tuo percorso e fammi sapere come procede! Un abbraccio forte. Martabak

  5. posso chiederti se ci sono anche persone di un’età dai 50 in su? Malgrado io ragioni e mi senta un’eterna ventenne le mie 50 candeline mi lascerebbero più a mio agio sapendo che non capito in una “comune” di giovanissimi…e comunque GRAZIE MILLLLLEEE: mi hai acceso una lampadina!… 😉
    paola

    1. Ciao Paola. Sí ho incontrato diverse persone dai 50 in su. Personalmente credo che conti l’energia e la grinta che si ha dell’età. E non è mai troppo tardi per intraprendere questa bellissima esperienza. Tienimi aggiornata sulla tua avventura se ti fa piacere. Buon vento! Martabak

    2. scrivimi e ne parliamo. Luca 50 enne
      Milano
      la vita qui e’ assurda vuota, kali yuga gente sola che pensa a se, valori umani nulla. la morte dell’anima

      1. Ciao Luca, per esperienza ho imparato che la felicità e la ricchezza interiore si raggiungono partendo da se stessi. Fuori può esserci la tempesta ma se dentro regna la calma nulla può intaccarci. Dopodichè vivere in un ambiente amichevole e accogliente non può che aiutare. Quando un posto mi sta troppo stretto trovo il modo o di “allargarlo” o di cambiare aria. Detto questo in bocca al lupo per ogni cosa e se vuoi io sono qui, scrivi pure. Buon vento! Martabak

  6. Ciao Marta, grazie per questa splendida e ispirante testimonianza! Volevo chiederti: conosci il nome di qualche ashram in India o in Oriente in genere, specialmente riguardo il Kumdalini yoga?
    Grazie di cuore❤️

    1. Grazie a te Tommaso! E’ un piacere condividere le proprie esperienze e sapere che possono essere utili ad altre persone. Non ho conoscenza diretta di Ashram in India ma sicuramente se digitsu google “Ashram yoga kundalini india” vengono fuori un bel po’ di siti inerenti. Fammi sapere se hai trovato quello giusto! Ma sopratutto..buon vento! Marta

  7. Cara Marta,
    ho letto con piacere il tuo articolo, che ho trovato casualmente facendo ricerche sugli ashram.
    Ho già fatto esperienza 5 anni fa in India, e vorrei ripetere quest’anno intorno marzo fino a maggio…
    L’ashram dove sei stata mi ha fatto bellissima impressione per tutto….unica domanda è il problema lingua…le lezioni sono in francese? e immagino che la maggioranza degli ospiti parleranno francese? io parlo solo un po’ di inglese..
    Grazie per le informazioni che dai e per condividere le tue esperienze!
    Roberta

    1. Ciao Roberta, grazie a te per avermi scritto! La lingua parlata da tutti in quel posto specifico è l’inglese perchè ci sono persone di molte nazionalità diverse. Fammi sappere come continua la tua avventura! Buon vento. Marta

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