Volontariato in una fattoria biologica: vita al ritmo della natura.

Volontariato in una fattoria biologica: vita al ritmo della natura.

Se ti è piaciuto condividi..Share on Facebook
Facebook
0Share on Google+
Google+
0Tweet about this on Twitter
Twitter

Chi non ha mai sentito parlare della possibilità di essere ospitati gratuitamente in una fattoria biologica in cambio di lavoro?

Ormai è risaputo che diverse realtà agricole offrono questa possibilità. Ed è una pratica diffusa veramente in tutto il mondo. Ci sono decine e decine di siti in cui si possono trovare possibilità in questo senso. Date un’occhiata all’articolo in cui  si parla di ospitalità in cambio di lavoro vedrete che ce ne sono moltissime, per tutti i gusti e veramente ovunque.

Cosa si intende per fattoria biologica?

Una fattoria biologica è un’azienda agricola, più o meno grande, con animali o senza, che non utilizza prodotti chimici di alcun tipo. Molti contesti  sono totalmente autosufficienti o per lo meno in parte. Quindi se hanno animali producono allo stesso tempo cibo anche per loro. Si mangia frutta e verdura di stagione e si vive seguendo i ritmi della natura. Nella maggior parte dei casi si tratta di realtà a conduzione familiare. Sono luoghi immersi nella natura, spesso lontani dai grandi centri abitati.

A volte può capitare che le fattorie biologiche siano specializzate in una coltivazione in particolare come nel caso di quelle che producono vino. Allora la maggior parte della produzione ovviamente sarà incentrata sull’uva. Tempo fa per esempio sono stata ospite di una fattoria biologica indonesiana che produceva curcuma come coltivazione principale ma non mancavano anche peperoncini, palme da cocco e l’immancabile coltivazione di riso.

La vita alla fattoria biologica

La vita in fattoria cammina di pari passo con i ritmi della natura, ci si sveglia presto la mattina  e altrettanto presto ci si corica. Dimenticate nottate brave e ‘movida’ sfrenata. Ma da una parte è anche bello così. Se si decide di provare una realtà è bene viverla fino in fondo. D’altra parte non viene neanche voglia di fare le ore piccole  dopo una giornata intensa di lavoro di campagna.
Se nella fattoria ci sono animali la routine sarà principalmente incentrata su di loro. Quindi nutrirli, pulire gli ambienti dove vivono, portarli al pascolo e se si tratta di animali da latte mungerli.

Animali sì o animali no?

L’argomento animali è molto complesso e delicato credo. Ognuno ha le sue convinzioni e la propria sensibilità.
La fattoria in cui sono stata ospitata per esempio aveva capre e mucche da latte. Ogni mattina ed ogni sera ci occupavamo di dar loro da mangiare e di mungerle. Non mi fraintendete, gli animali venivano trattati benissimo e c’era un’estrema attenzione alla loro salute e alimentazione ma un animale da produzione rimane pur sempre tale.


Immagino che la maggior parte delle persone già conosca l’iter della produzione del latte. Per chi invece ne fosse all’oscuro, funziona così: l’animale produce latte fintanto che ne ha naturalmente bisogno, quindi per allattare i cuccioli. Dopodichè la produzione naturalmente termina. Se si vuole fare in modo che la produzione di latte non si arresti bisogna ingravidare nuovamente la madre. Una volta che l’animale partorisce il cucciolo deve essere allontanato dopo pochi giorni dalla nascita, diversamente berrebbe il latte della mamma e non ne rimarrebbe più per la vendita e la produzione del formaggio.
Maschi e femmine hanno destini ben diversi in questi casi. Le femmine vengono tenute o rivendute ma comunque utilizzate per produrre altro latte. I maschi, ahimè, fanno, nella maggior parte dei casi un gran brutta fine. Solo l’1% dei cuccioli di sesso maschile verrà utilizzato come animale da riproduzione, il restante sarà letteralmente carne da macello. Anche nel caso facesse parte di quell’esigua percentuale a cui è concesso di sopravvivere nel nome della riproduzione della specie sarà destinato ad una vita isolata da resto del gruppo.
Così funziona se si vogliono latte e prodotti caseari.
Pur sapendolo già vederlo di persona è tutta un’altra storia. I vitellini e i capretti allontanati dalla madre chiamano ininterrottamente per parecchi giorni la madre che a sua volta risponde con versi veramente strazianti.
Può essere che io sia troppo sensibile e, come dice mia madre, abbia guardato troppi cartoni animati di Walt Disney da piccola, ma essere lì presente ed ascoltare i tristi muggiti e gli speranzosi belati è qualcosa che spezza veramente il cuore.
E’ bene essere preparati dunque a tutto ciò, oppure, come farò sicuramente la prossima volta, scegliere una fattoria senza animali.

Che lavori si fanno in una fattoria biologica?

Sarebbe meglio dire che lavori non si fanno! Prima di decidere di trascorrere un periodo in una fattoria bisogna sapere che non è una passeggiata. Si lavora tanto, perchè c’è sempre tantissimo da fare.
L’attività è veramente molto varia e dipende principalmente dalle condizioni climatiche della regione in cui vi trovate e dalla stagione.

Primavera

La primavera è tempo di ripresa delle attività, sopratutto all’aperto. Si prepara il terreno dopo le ultime gelate e si pianifica la semina primaverile e si raccolgono le primizie. Iniziano i parti degli animali, le uova si dischiudono per far uscire i pulcini. Ricomincia la produzione di latte e formaggio e le arnie riprendono l’attività.

Se ci si trova ad una latitudine simile a quella italiana, la primavera è anche il momento in cui finalmente cominciano temperature nuovamente accettabili. Quando si lavora all’aperto ci si può finalmente concedere la maglietta  e si può godere dei primi raggi caldi di sole. Ma meglio non farsi ingannare perchè di notte fa ancora freddo e le basse temperature possono sempre essere in agguato. Perciò se preventivate di trascorrere in fattoria il periodo primaverile premunitevi in ogni caso di abiti pesanti. Importantissimi sono i vestiti impermeabili, giacca e stivali sono d’obbligo.

Estate

L’estate è la stagione della raccolta nei campi, soprattutto del frumento e di altre graminacee (orzo, segale, farro), ma e anche il periodo magico di raccolta della frutta. Ogni mese ha la sua frutta: ciliege, albicocche e pesche, susine e prugne, poi pere e mele e, verso la fine della stagione, i primi grappoli d’uva. Nell’orto crescono molte verdure e legumi colorandolo di allegria e profumi.

Ci si deve anche occupare della conservazione. Non si spreca nulla quindi quello che non si mangia direttamente si conserva. Qui ci si può veramente sbizzarrire: sottovuoto, sottolio, sotto sale, sottaceto, fermentazione e ancora essiccazione.  In questo modo si preparano le scorte per l’inverno. Dalla frutta si ricavano marmellate e succhi e conserva dai pomodori. C’è chi raccoglie ancora le piante tessili come canapa e lino, e poi procede alla loro lavorazione ricavandone matasse di filo da tessere. In estate avviene anche il primo raccolto del miele.

Autunno

L’autunno è un periodo di transizione: dal fervore primaverile ed estivo, alla calma invernale. Non si tratta però  di una stagione di inattività, tutt’altro.

Nelle vigne si raccoglie l’uva, poi trasformata in vino. I primi di novembre c’è la spillatura del vino più giovane, il novello appunto. Continua anche in  autunno la raccolta di alcuni frutti, come le noci, e si lavora l’ultimo latte della stagione trasformandolo in formaggio. Le tiepide giornate autunnali permettono ancora buoni raccolti nell’orto e dell’ultima frutta della stagione. Le api producono l’ultimo miele autunnale.

Molto importanti sono i lavori nel bosco, raccolta di castagne, funghi, tartufi e ancora mirtilli, lamponi e altre bacche. E poi si raccoglie la legna stivandola per riscaldare le fredde serate d’inverno.

Si lavora il terreno nell’orto, arandolo e aggiungendo compost e nutrimento. Dopo le gelate invernali sarà così già pronto per riprendere l’attività in primavera.

Anche in autunno, come i  primavera, è bene essere preparati per le frequenti piogge e i primi freddi.

Inverno

L’inverno è tradizionalmente una stagione di preparazione in una fattoria. Le giornate sono corte, il buio arriva presto quindi anche il tempo per lavorare all’esterno è ridotto. La natura si riposa: la linfa non scorre nelle piante. Se ci sono animali vengono messi al riparo e al caldo.
Si spera nella neve perché il vecchio detto: “sotto la neve il pane” ha un fondo di grande verità. Infatti la copertura nevosa impedisce che il fondo del terreno subisca gelate troppo intense.

Alcuni lavori che si possono fare in questa stagione sono il controllo dello stato delle recinzioni e delle macchine e il taglio della legna per l’anno successivo.

In inverno fa freddo, sempre relativamente a dove ci si trova, ma solitamente è così. La maggior parte delle fattorie non dispongono di riscaldamento centralizzato o qualsiasi comfort di cui di solito si dispone in un appartamento in città. Ci sarà probabilmente una stufa a legna che riscalda la cucina e la sala dove si mangia e pesanti coperte di lana spessa nella camere. Siate ben preparati! L’abbigliamento a cipolla è sempre quello migliore. Strato su strato ci si protegge adeguatamente dal gelo e se ci si scalda lavorando si possono togliere man mano varie maglie e maglioni.

Cosa si impara?

Ovviamente in una fattoria si impara a fare tutti i lavori inerenti alla terra. Dipende anche dal tipo di fattoria, gestione e coltivazioni. Non mi addentrerò quindi nei dettagli specifici visto che ogni realtà è a sé. Quando si decide di trascorrere un periodo in una fattoria è bene contattare prima chi vi ospiterà e chiedere bene quali sono le principali attività della fattoria in generale e quali nel periodo specifico della vostra permanenza. In questo modo sarà possibile farsi per lo meno un’idea di massima ed essere un minimo preparati ai lavori che si andranno a svolgere.

Più importante ancora di cosa imparerete praticamente è ciò che vi porterete a casa dopo un’esperienza del genere.

In una fattoria si sperimenta prima di tutto la pazienza. I ritmi non li decidiamo noi ma la natura. Se piove forte tutta la settimana non si potrà lavorare la terra nell’orto e si dovrà aspettare. La natura richiede tempo: tempo per far germogliare le piante, per far maturare i frutti e ancora per lo sviluppo degli animali. Quindi bisogna fare un passo indietro, accettando che non si può controllare tutto quanto e aspettare godendosi ciò che accade durante l’attesa.

Si impara che spesso i lavori più soddisfacenti sono quelli che costano più tempo e fatica. Non si dà più nulla per scontato. Una volta raggiunto l’obiettivo, così, si può veramente godere del risultato.

Il lavoro in fattoria è fatto di sudore, dedizione e sacrifici, ma anche di tanto amore. Ci vuole amore per mungere gli animali, amore per far crescere una pianta e amore anche per gli errori commessi che ci permetteranno di fare meglio la volta successiva. Amore e passione  sono ingredienti essenziali della vita in fattoria.

Si sperimenta la vita comunitaria, a condividere spazio, tempo, fatiche e soddisfazioni. Si impara a conquistarsi il proprio posto, il proprio ruolo e accettare quelli degli altri.

Impariamo a godere delle piccole cose, dei gesti semplici e di ogni singolo momento perchè le giornate passano in fretta ma sono composte di ore lunghe e molto intense.

Come sono le persone che abitano in fattoria?

E’ abitudine pensare che chi vive in fattoria sia un po’ fuori dal mondo, che non si occupi ed interessi di altro che dei lavori di campagna, non concedendosi il lusso dello svago.  Credo che in parte sia vero e in parte no.

Il lavoro è parecchio e diluito su tutta la giornata, dalla mattina all’alba fino alla sera al tramonto. Per questo motivo non c’è tanto spazio ed energia per dedicarsi a molte altre attività. D’altra parte, però, ai contadini di oggi piace “coltivare” anche altri interessi, al di fuori della propria fattoria. Sono, per esempio, molto attivi nella vita del villaggio in cui vivono. Per questo motivo è più che probabile che durante il vostro soggiorno, se interessati, potreste essere coinvolti in eventi esterni. Ogni martedì sera, per esempio, i figli della famiglia che mi ospitava mi portavano a giocare a pallavolo con loro ed altri amici presso la palestra locale. Il sabato ogni tanto andavamo insieme a ballare e la domenica capitava che partecipassimo a qualche evento locale.

La realtà della fattoria ruota intorno a condivisione e sacrificio. Le persone che ne hanno fatto la loro scelta di vita potranno sì risultare a volte un po’ burberi e schivi ma la maggior parte ha in comune un grande cuore ed un animo buono. Solo non facilmente e velocemente accessibili, ma lavorando insieme e condividendo spazi e tempi riuscirete a scoprire i tasti giusti per entrare in buona sintonia.

Siate ben predisposti a rispettare le regole

In fattoria, così come tutte le realtà organizzate e di vita comunitaria richiedono l’osservanza di regole da parte di tutti. Generalmente affidandosi al comune buon senso se ne può comprendere il significato e non fare difficoltà a rispettarle. E’ anche vero, però, che non tutti sono abituati o ben disposti in questa direzione. Di seguito propongo una lista delle regole, scritte o meno, di cui è bene avere consapevolezza prima di andare a lavorare in una fattoria biologica.

  • Orari di inizio e fine attività. Non sempre ci sono orari fissati in maniera rigida ma, sopratutto se nella fattoria ci sono animali, ci sono lavori che vanno svolti obbligatoriamente in determinati momenti della giornata. Nutrire gli animali e la mungitura, per esempio, sono le prime attività della mattina e alcune delle ultime la sera.
  • Attenzione agli ambienti comuni. Se si vive in condivisione con altre persone bisogna avere un occhio di riguardo per gli ambienti comuni. Se nella propria stanza, se ne avrete una, ci si può sentire un po’ più liberi, nei luoghi frequentati da tutti, come cucina, bagno o salotto, è bene fare attenzione e lasciare tutto come lo si è trovato.

  • Tutti danno una mano. Più che una regola scritta si tratta di una nozione di buon senso. Quando si vive insieme tutti partecipano alle attività comunitarie. Quando si apparecchia o lavano i piatti per esempio è buona norma dare il proprio contributo come si può.
  • Scambio reciproco. Non  siete solo voi che imparate da chi vi ospita ma è anche bello ed interessante per loro uno scambio di competenze. Se sapete suonare la chitarra, per esempio, portatela con voi, potete usarla come felice momento di aggregazione. Sapete cucinare? Preparate una ricetta tipica delle vostre parti, ne saranno entusiasti. Giocare a pallone è la vostra passione? Coinvolgete tutti in una partitella. Se non vi viene in mente niente portate semplicemente voi stessi e condividete le vostre esperienze. Ne saranno felici!
  • Atteggiamento positivo. Ci sarà senz’altro qualcosa che non vi piace fare dei compiti che vi verranno assegnati. Il segreto è affrontare tutto con buon umore e avere sempre in mente il motivo che vi ha spinto a fare quella determinata esperienza. Tenetelo bene a mente e usatelo come pensiero positivo o come spinta quando la voglia o il buon umore vengono meno. Ricordate sempre che state facendo qualcosa di speciale e lo state facendo per voi. Questo varrà pure qualche sacrificio!

Come scegliere la fattoria che fa per voi?

Avete l’imbarazzo della scelta per quanto riguarda le fattorie biologiche dove poter far volontariato. E il numero è in costante crescita. Credo che prima di scegliere vi dobbiate chiedere voi stessi che cosa cercate, quale esperienza fa al caso vostro. Quanto tempo avete a disposizione? Di cosa non vorreste occuparvi? Capire se volete avere a che fare con gli animali oppure no. Se preferite un posto immerso totalmente nella natura selvaggia, oppure un po’ meno lontano dalla civilizzazione, vicino a una città con servizi e svaghi. Ci sono fattorie biologiche che sono veri  e propri eco-villaggi, comunità dove vivono molte persone tutte insieme. Altri posti invece sono più piccoli e gestiti da una sola famiglia. In alcune realtà ci sono regole alimentari molto rigide rispetto al mangiare prodotti di origine animale. Preferite un luogo caldo o freddo? Siete curiosi di una coltivazione o di un sistema di agricoltura in particolare?

Queste sono alcune delle domande che è bene porsi prima di intraprendere una esperienza di questo tipo. Per trovare le risposte basta semplicemente navigare pazientemente sui tutti i siti che mettono a disposizione le risorse di volontariato, individuare quelle che più si allineano con le vostre esigenze, contattarle direttamente e verificare insieme a loro condizioni e possibilità.

A questo riguardo qui potete trovare moltissimi siti che raccolgono, oltre a molte altre realtà, offerte di volontariato in una fattoria biologica. Non avete che trovare il tempo per spulciarli e trovare ciò che fa per voi!

Woofing sì o woofing no?

Uno dei siti più famosi per trovare fattorie biologiche dove prestare volontariato è senz’altro woof.net . Ci sono opportunità in tutto il mondo, centinaia e centinaia di tipologie di fattorie diverse una dall’altra. Sicuramente un sito molto ben fatto e pieno di informazioni utili. E’ possibile visualizzare tutti gli annunci delle fattorie gratuitamente. Se si vuole contattare qualcuno invece è necessario pagare una sorta di abbonamento annuale. La cifra varia da 15 a 20 euro/dollari circa, inclusa l’assicurazione. La pecca di questo sistema è che ogni nazione ha il suo woofing ed è necessario pagare la quota annuale per ogni stato che si vuole visitare. Il mio consiglio, quindi, è di consultare il sito e i vari annunci prima di procedere all’abbonamento e poi decidere. Sconsiglio il woofing invece se si decide di viaggiare in più nazioni di seguito, si possono trovare moltissime opportunità anche in tanti altri siti.

 

In conclusione prestare volontariato in una fattoria biologica è un’esperienza unica ed indimenticabile, per emozioni ed intensità. E’ necessario essere ben consapevoli delle condizioni che si incontreranno e delle regole da rispettare prima di intraprendere questa strada. Ancora più importante, però, è ricordarsi che è un’opportunità unica di crescita e arricchimento personale.

Godetevi ogni singolo istante e come sempre..buon vento!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.