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Categoria: Città da scoprire

Budapest in un giorno. Troppo poco tempo, prendetevene qualcuno in più

Budapest in un giorno. Troppo poco tempo, prendetevene qualcuno in più

Budapest in un giorno si può fare. Ma è una città talmente bella, piena di opere monumentali e angoli segreti da scoprire che consiglierei di visitare per almeno una settimana. Dopodiché si fa quel che si può.
Per tutti coloro, quindi, che hanno a disposizione solo un giorno per visitare questa meravigliosa città ecco delle indicazioni per non perdere le principali attrazioni.

Forse non tutti sanno che Budapest non è sempre stata una sola città. Nasce ufficialmente nel 1873, dall’unione di Buda, sulla sponda occidentale del Danubio, e Pest, su quella orientale.
Ciascuna delle due parti ha un’anima tutta sua. Buda è più antica, solenne, intima e ricca di fascino. Pest, invece, è la zona più moderna con hotel, ristoranti e negozi per lo shopping. Si possono però ammirare anche qui opere grandiose tra cui, per esempio, la Piazza degli Eroi ed il Parlamento che troneggia maestoso sulla riva del Danubio.

Informazioni pratiche

In Ungheria non c’è l’euro, la moneta corrente è il Fiorino Ungherese. E’ possibile comunque pagare quasi dappertutto in euro. Ma non lo consiglio affatto. Il cambio è sempre un po’ “arrotondato” per eccesso. E’ possibile cambiare i soldi ovunque in città presso gli appositi sportelli o prelevare direttamente in fiorini dagli sportelli bancomat (Atm). 1 euro corrisponde a circa 310 fiorini ungheresi(HUF).

Un’altra cosa da tenere bene a mente è che si paga praticamente ovunque per andare in bagno dai 50 ai 70 centesimi circa. Quindi se non volete pagare il dazio tenetevela ed approfittatene se andate a mangiare al ristorante oppure presso i grandi centri commerciali, tipo l’Auchan, che rimangono, però, fuori dal centro città.

Nei ristoranti e sul taxi è usanza lasciare la mancia, non facciamo la figura dei soliti taccagni italiani. Si può stimare attorno al 10-15% del prezzo e si lascia direttamente al taxista o al cameriere. Mi raccomando!!

In Ungheria si mangia tendenzialmente presto la sera, per questo molte cucine dei ristoranti chiudono verso 21.30, uscite per tempo. Negli ultimi anni comunque i locali turistici sono aumentati e di conseguenza anche gli orari ungheresi si sono allungati.

Come si dice?

Grazie:  si scrive köszönöm e si pronuncia kossonom
Prego/per favore: si scrive e pronuncia kèrem
Buongiorno: si scrive jò reggelt e si pronuncia yu regghelt
Arrivederci: si scrive bùcsù e si pronuncia buciu
Posso aiutati?:
si scrive Tudok segíteni? e si pronuncia Tudok sceghitani?
Puoi aiutarmi?:
si scrive tud nekem segíteni? e si pronuncia Tud nekem sceghitani?

Come arrivare?

Arrivo in autobus – Stazione Népliget

Se utilizzate l’autobus arriverete alla stazione di Népliget. Si trova decisamente decentrata ma è collegata molto bene al centro con il servizio di metropolitana. La stazione è molto grande e veramente ben servita. Qui arrivano autobus a lunga percorrenza dall’Italia delle compagnie Eurolines e Flixbus. Il costo del viaggio, se prenotato in tempo, dall’Italia (Milano per esempio) è di circa 55 euro.

Arrivo in treno – Stazioni(Pàlyaudvar)Nyugati, Déli e Keleti

Le tre principali stazioni ferroviarie si trovano sul perimetro  interno della città in corrispondenza delle zone residenziali. Nyugati ad ovest, Deli a Sud e Keleti ad est della città. Keleti è la più grande delle tre stazioni. Qui arrivano e partono molti treni con destinazioni internazionali (per esempio Monaco di Baviera, Zurigo, Vienna, Belgrado). ognuna di loro è collegata con una fermata della metropolitana. Non esiste un diretto dall’Italia, si deve necessariamente passare da Vienna. Anche se il treno ha sempre il suo fascino non è sicuramente il mezzo più economico per andare a Budapest.

Arrivo in aereo – BUD Budapest Airport

Se prenotato in tempo l’aereo è la soluzione più conveniente. Si possono trovare biglietti anche a 15 euro. L’aeroporto di Budapest è collegato molto bene con la città.

  • Si può arrivare in centro con autobus e metropolitana. Si prende l’autobus 200E che ferma fuori dal Terminal 2. Gira senza sosta dalle 4 di mattina alle 23 di sera. L’autobus porta alla fermata della metropolitana Kőbánya-Kispest. Da lì si prende la metro linea blu e si scende in centro a Budapest (Kálvin tér o Ferenciek tere). Circa 70 minuti.
  • Si può optare anche per il treno. Al terminal 1 dell’Aeroporto si trova la stazione ferroviaria di Ferihegy collegata alla stazione occidentale di Budapest (Nyugati). Tempo stimati  circa mezz’ora. I treni sono attivi tutti i giorni dalle 6 della mattina alle 18 di sera.
  • Il taxi è sempre un’opzione. Ma non va nella direzione del risparmio. Un viaggio dall’aeroporto in città costa circa 22 euro (6500HUF). Le tariffe dei taxi sono state fissate a livello nazionale. 0,95 euro a Km (280 HUF) più 1.50 euro (450HUF)per l’eventuale attesa.

Biglietto giornaliero per i mezzi pubblici

Il biglietto giornaliero da 24 ore ha validità dalla data ed ora di acquisto. Costa 1650 fiorini (6 euro circa) per una persona e 3300 fiorini (12 euro circa) per un gruppo di un massimo di 5 persone che viaggiano insieme. E’ utilizzabile su tutti i mezzi all’interno del confine di Budapest ad eccezione della funicolare turistica che porta nella zona del Palazzo Reale.

La Budapest Card da 24 ore include il biglietto giornaliero per i mezzi pubblici e una serie di sconti per musei, terme, ristoranti e mostre. Costa 4900 fiorini (circa 15 euro).

La metropolitana

La metropolitana di Budapest è, dopo Londra, la seconda più antica d’Europa, inaugurata nel 1896. Venne chiamata la metropolitana del millennio perchè costruita proprio per celebrare i mille anni di conquista della patria da parte dei Magiari (la stirpe ungherese). Alla prima linea, la M1, se ne sono aggiunte altre col passare degli anni. Quella è restata, però, pressoché invariata se non per la modernizzazione dei vagoni che si sono evoluti dal legno al metallo. La struttura portante, invece, è quella di un tempo con piloni in metallo e fermate piastrellate. Scendendo le scale che portano ai binari della linea M1 ci si ritrova catapultati in un’altra era. E’ decisamente molto suggestivo e caratteristico. Quindi non perdete assolutamente un giro sugli originali vagoni ungheresi.

Tour guidati

Personalmente preferisco scoprire da sola monumenti, prospettive e storie di una città. Se però volete partecipare ad un tour guidato della città, o di una parte di essa, avrete l’imbarazzo della scelta. Nel centro potrete trovare decine e decine di ragazzi che vi proporranno di aggregarvi a questo o a quel tour. Il giro della città sull’autobus scoperto va sicuramente per la maggiore. Ma non è detto che sia il miglior modo per godersi Budapest.

Invece delle più grandi compagnie turistiche a cui è facilmente possibile accedere sia in loco sia online, ve ne propongo alcune che offrono itinerari come dire..alternativi. I tour guidati durano tutti più o meno 2/3 ore ed hanno ovviamente costi variabili.

Beyond Budapest Sightseeing

Questo gruppo propone tour a piedi tematici. E’ possibile seguire il percorso di palazzi nobiliari e gallerie d’arte oppure scoprire la città sotto il profilo socio-culturale incontrando per esempio una famiglia di gitani o visitando l’officina di un maniscalco.

Imagine Budapest

E’ un’altra agenzia che propone tour tematici. Il più richiesto è il tour Budapest the city of water, che, indovinate un po’, ha a che fare con l’acqua. Potrete ammirare i bagni turchi, ascoltare leggende sul Danubio e racconti di miracolose guarigioni. Infine immergervi in secolari acque termali. Oppure il tour Budapest’s records, alla scoperta dei primati della città, la storia della costruzione del primo ponte sul Danubio, della più grande sinagoga d’Europa e, ancora, leggende e misteri.

Miénk a Hàz (letteralmente E’ Casa Nostra)

Vi accompagneranno in un tour fotografico di Budapest e vi proporranno una cena molto particolare. Il nome è Dinner behind the Iron Curtain, si mangia in un appartamento arredato anni ’70 scoprendo la quotidianità durante gli anni della cortina di ferro.

Cosa vedere a Buda?

Palazzo Reale di Budapest (Budàvari Palota)

Il Palazzo, un tempo residenza della famiglia reale, si erge  sulle rive del Danubio. La sua parte più antica risale alla metà del 1200. Si raggiunge percorrendo il Ponte delle Catene e risalendo la collina di Varhegy. C’è anche una monorotaia che porta direttamente in cima ma non è compresa nell’abbonamento giornaliero ai mezzi pubblici. In ogni caso si può sempre fare una bella passeggiata di 2o minuti e risparmiare 7 euro.

Oggi all’interno del Palazzo è possibile visitare il Museo Storico di Budapest e scoprire la storia della città dalle origini fino alla fine dell’era comunista oppure la Galleria Nazionale Ungherese con la sua raccolta di arte ungherese.  All’esterno, in particolare dalle torri, si può ammirare un panorama stupendo del  fiume e di Pest. Per fare foto all’interno, bisogna pagare una tassa (fotòjegy). Ci sanno fare questi ungheresi con gli affari!! Davanti al Palazzo ogni giorno a mezzogiorno si può assistere al cambio della guardia, gratuitamente questa volta, durante il weekend lo spettacolo dura di più (ed è gratis ;-)).

Labirinto, misteri e grotte sotterranee

Come tutti i castelli che rispettino anche sotto il Palazzo Reale si sviluppano grotte e labirinti che si perdono nei meandri della terra. Molte sono le leggende attorno a questi luoghi umidi e bui. Le esplorazioni nel corso del tempo hanno portato alla luce ossari, camere di  tortura e prigioni. Ma la leggenda più oscura di tutte è quella che del famigerato Conte Vlad Tepes, meglio conosciuto come Conte Dracula. Si narra che, dopo essere stato sconfitto, il nobile venne rinchiuso nei sotterranei del palazzo e torturato brutalmente. Dopo una prigionia durata molti anni venne liberato, segnato profondamente dalle violenze subite, divenne a sua volta un temibile mostro sanguinario. Torturava a sua volta ed uccideva crudelmente le sue vittime impalandole poi attorno al proprio castello. Secondo il mito il conte sarebbe sepolto da qualche parte sotto i freddi pavimenti di pietra.

I sotterranei, una volta aperti al pubblico, attirarono migliaia di visitatori. Le visite guidate accompagnavano i curiosi attraverso le misteriose gallerie. Il 29 luglio 2011, però, la polizia irruppe nelle grotte ed obbligò tutti coloro che si trovavano all’interno, guardiani compresi, ad uscire. Dichiararono che si trattava di una situazione di emergenza, tenendo tutti sotto stretta sorveglianza fino al momento della completa evacuazione e sigillando poi le porte di entrata. Nessuno capì, tuttavia, di che cosa si trattasse, anche una volta all’esterno non si presentò alcuna situazione di reale pericolo. Nei giorni successivi nemmeno ai custodi venne concesso l’ingresso e tutto il personale venne licenziato. Che cosa sia realmente accaduto non si saprà mai in via ufficiale. E anche chiedendo ai locali si nota una certa resistenza a parlarne, quasi a celare un antico timore.

Da qualche anno il labirinto è stato riaperto ed è nuovamente possibile visitarlo. Personalmente non ho partecipato al tour guidato. Il costo del biglietto è di circa 2500 HFU (circa 8 euro).

Bastione dei Pescatori (Halászbástya) e Chiesa di Mattia

Il Bastione dei Pescatori si trova sulla collina di Varhegy. Venne costruito i primi anni del 1900 dove anticamente sorgeva, appunto, un villaggio di pescatori. Anche in questo caso è possibile  godere di una vista mozzafiato sulle rive del Danubio.


A ridosso del Bastione e della sua terrazza panoramica si trova la Chiesta di Mattia, così chiamata in onore del sovrano Mattia Corvino. Il nome vero è, però, Nostra Signora Assunta della Collina del Castello.


E’ uno dei luoghi religiosi più importanti di Budapest ed è stata scenario di memorabili incoronazioni tra cui quella della famosissima principessa Sissi. L’acustica della chiesa è perfetta, per questo motivo vi si svolgono spesso concerti d’organo. All’interno si può ammirare una ricca collezione di arte religiosa, reliquie, ricordi incoronazioni ed alcuni tesori ungheresi.

 Collina Gellert e Cittadella

Collina Gellert è un altro meraviglioso punto panoramico e potenziale passeggiata ricca di scorci suggestivi. Gli abitanti la chiamano montagna, ma venendo dalle Alpi non me la sono proprio sentita di chiamarla così. Quindi collina sia! Questo luogo è ricco si storia e, ancora una volta, antiche leggende. Si racconta che nei boschi circostanti il promontorio avvenissero misteriosi rituali magici. Il nome Gellert deriva da San Gerardo, vescovo che venne rinchiuso in un barile pieno di chiodi e fatto rotolare da questa collina dai pagani ungheresi che si opponevano alla sua opera di conversione al cristianesimo.

In cima alla collina si trova Cittadella, roccaforte costruita a scopo difensivo dagli austriaci per controllare la città. Pare, tuttavia, che non sia mai stato veramente utilizzata a scopo militare. Oltre all’incantevole paesaggio si può ammirare anche la Statua della Liberazione, risalente alla fine della Seconda Guerra Mondiale in memoria di  “Coloro che hanno dato la vita per l’indipendenza, la libertà e la prosperità dell’Ungheria” e come celebrazione della fine dell’occupazione nazista.

La collina ospita, inoltre, tre rinomate stazioni termali. I bellissimi bagni di origine turca Rác e Rudas nel distretto di Taban e l’elegante bagno Géllert ai piedi del promontorio.

Ponte delle Catene (Széchenyi Lánchíd)

E’ il ponte più antico di Budapest. Prima della sua costruzione le due città (Buda e Pest) non erano ancora unite e venivano collegate da chiatte poste una dopo l’altra. In inverno venivano smontate e riposizionate poi in primavera. Perciò per alcuni mesi non vi era collegamento alcuno tra le due città.

Attraversare il ponte di sera con l’illuminazione e i riflessi sulle acque del Danubio diventa una passeggiata ricca di fascino e romanticismo. Quindi non perdetevela se siete in coppia e godetevela in santa pace se siete viaggiatori in solitaria.
Nelle giornate di festa viene chiuso al traffico e diventa interamente pedonale.
Per la sua imponenza e maestosità è motivo di grande orgoglio per gli abitanti di Budapest. Perchè si chiama ponte delle catene? Lascio a voi il piacere di scoprirlo!

Isola Margherita (Margit-sziget )

L’isola si trova nel bel mezzo del Danubio e prende il nome dall’omonima principessa. La povera fanciulla venne confinata a vita monastica nel convento di cui ancora si possono trovare i resti. Il padre, re Bèla IV, sacrificò la figlia in segno di ringraziamento per la liberazione del paese dai Tartari. Quale nobile gesto!
L’isola è raggiungibile dai ponti Arpàd e Margit. E’ uno dei polmoni verde di Budapest. Turisti e locali vi si recano per pic-nic, passeggiate rigeneranti, una nuotatine o anche semplici pisolini sul prato.
All’ingresso dell’isola, vicino al monumento dedicato al Centenario della fusione tra Buda e  Pest, c’è una grande fontana dove l’acqua zampilla sulle note di musica classica.


La torre ottagonale in stile Art Nouveau alta 57 metri altro non è che una vecchia cisterna dell’acqua.

Cosa vedere a Pest?

Piazza degli Eroi (Hősök tere)

Se si percorrono tutti i due chilometri di Viale Andràssy (Andràssy ùt) si arriverà alla fine nella famosissima Piazza degli Eroi (Hősök tere). Luogo importantissimo per gli abitanti della città, motivo di grande orgoglio e tappa obbligata per chiunque visiti la città. Qui troviamo rispettivamente a sinistra il Museo di Belle Arti e a destra la Galleria d’Arte Műcsarnok.


Ciò che veramente attira l’attenzione è il Monumento del Millennio,  che troneggia imponente in mezzo alla piazza. Si chiama così perchè la sua costruzione fu iniziata proprio in occasione della celebrazione del primo millennio dell’Ungheria, nel 1896. Venne però terminato terminato solo nel 1929. La colonna centrale è sormontata dall’Arcangelo Gabriele che porta nelle mani i due simboli dell’Ungheria: la corona di Santo Stefano (primo re) e la croce a due braccia. Alla base della colonna 7 cavalieri siedono fieri sui propri destrieri. Ognuno rappresenta un capo tribù ed una particolare etnia. L’incontro delle 7 popolazioni avrebbe dato origine alla stirpe ungherese. Forse anche per questo motivo la lingua ungherese è difficilmente riconducibile ad un unico ceppo. Capirete quando vi capiterà di sentir parlare un ungherese!
Il cavaliere centrale è Árpád, capo della tribù Magiara, considerato il vero e proprio fondatore della nazione, da lui discende la prima casa regnante.
Dietro la costruzione principale si aprono due colonnati. Le statue in cima al colonnato di sinistra rappresentano la guerra e, in contrapposizione, quelle a destra, la pace. Tra le colonne, invece, sono state collocate le statue dei personaggi più importanti per la storia ungherese ed eroi nazionali.

Vàroslget – Il boschetto della città

Uno dei parchi più belli  ed estesi di Pest. Si può prendere il sole sulle sue collinette o fare un romantico giro in barca sul lago d’estate o pattinare sullo stesso d’inverno.
Durante le domeniche estive è possibile assistere e partecipare a feste tradizionali, talvolta in costume, organizzate dagli abitanti. Quindi non esclusivamente ad uso e consumo dei turisti. Si può poi ammirare il castello di Vajdahunyad, costruito ricalcando fedelmente lo stile dei castelli in Transilvania e il Museo delle Belle Arti.

La vera chicca del parco, però, è la statua dell’Anonimo e la sua leggenda.  A lui si attribuisce la stesura delle Gesta Hungarorum, il primo libro, scritto in latino, che racconta la storia degli Ungheresi. L’opera consiste in una serie di racconti. Non viene considerato una fonte storica certa e attendibile ma rimane in ogni caso un’importante pietra miliare per la cultura letteraria ungherese. Attorno alla statua di questo misterioso autore si sono sviluppate diverse leggende. La più interessante è quella secondo cui chi tocca la punta della sua matita diventerà un vero e proprio scrittore.
Io ci ho provato..e vediamo cosa succede!

Il Parlamento di Budapest

Il Parlamento di Budapest è una struttura mastodontica ma allo stesso tempo elegantissima. E’ lungo 268 metri, largo 123 ed alto 96 (tale misura non è casuale ma si riferisce all’anno di conquista della città da parte della tribù Magiara). Si estende per 18.000 metri quadri, conta 27 ingressi, 10 cortili e complessivamente 691 locali. Ospita, inoltre, la Biblioteca del Parlamento che dispone di circa 500.000 volumi.  E’ situato sulla riva est del Danubio.
E’ oggi sede dell’Assemblea Nazionale, residenza del Presidente della Repubblica, del Primo Ministro e degli uffici del Presidente della Camera. Insomma una piccola comunità!
Scherzi a parte è un edificio la cui vista fa letteralmente mozzare il fiato, soprattutto se ammirato da uno dei tanti punti panoramici della città o di notte illuminato. E’ stato costruito ispirandosi al Parlamento di Londra ed al Duomo di Colonia.


All’interno del Parlamento, nella Sala della Cupola, è custodita la Corona del Re Santo Stefano, venerata come una reliquia dagli ungheresi, lo scettro, il globo crucigero e la sua spada.

Mercato coperto di Budapest –  Nagycsarnok

Un’enorme struttura in vetro e acciaio accoglie il mercato coperto di Budapest. E’ una grande attrattiva per i turisti, ciò nonostante vale la pena aggirarsi tra le sue bancarelle e lasciarsi trasportare da suoni, odori e colori. Numerosissime sono le possibilità di acquistare prodotti tipici alimentari e non: paprika, frutta, liquori, dolci, salumi e ancora artigianato locale e classici souvenir. Ce n’è veramente per tutti i gusti. Si potrebbe passare una giornata solamente a scoprire tutto ciò che il mercato offre. La zona dedicata dal pesce si trova al piano sotterraneo insieme ad un supermercato.

E’ uno dei luoghi dove mangiare a prezzi modici e in quantità considerevoli. Ad uno  degli stand al piano superiore è possibile ordinare piatti tipici a prezzi onesti e, se si trova posto, sedersi ai tavolacci gustando le specialità ed ammira la gente che passa.

Il mercato si trova nei pressi del Ponte della Libertà, alla fine di Váci utca, la via dello shopping. E’ aperto dal lunedì al venerdì dalle 6 alle 18, il sabato dalle 6 alle 15 e chiuso la domenica.

Sinagoga Dohany Utca

Bellissimo ed imponente edificio, come moltissimi a Budapest. E’ la sinagoga più grande d’Europa, seconda nel mondo solo a quella di New York. Può accogliere fino a 3000 persone. Nonostante non sia così noto, infatti, a Budapest risiedeva, e risiede tutt’ora, una delle più grandi comunità ebraiche d’Europa.
Quello che una volta era il ghetto ebraico oggi è diventato il centro della movida cittadina, ciò nonostante, gli ungheresi non dimenticano la sofferenza e le violenze subite durante il regime Nazista.
Una delle opere più espressive ed emozionanti alla memoria è sicuramente il monumento “Scarpe sul Danubio”. Vicino al Parlamento, allineate per ben 40 metri sulla sponda del fiume, sessanta paia di scarpe di bronzo ricordano gli ebrei fucilati sul Danubio nel 1945.


Una storia a lieto fine, invece, che scalda il cuore e risveglia l’orgoglio nazionale, è quella dell’italiano Giorgio Perlasca. Durante l’invero del 1944-1945, agendo praticamente da solo, salvò dallo sterminio migliaia di ebrei ungheresi. Grazie a sagaci stratagemmi e documenti falsificati si finse per molti mesi console spagnolo. Fornì, in questo modo, finti salvacondotti che conferivano la cittadinanza spagnola a moltissimi ebrei, permettendo loro di non essere deportati nei campi di concentramento. Sventò poi il massacro nel ghetto di Budapest che ospitava allora circa 60.000 ebrei ungheresi. Minacciò il Ministro degli Interni ungherese di una fittizia ritorsione legale ed economica spagnola sui “circa 3000 cittadini ungheresi”, in realtà poche decine, dichiarati mendacemente da Perlasca residenti in Spagna. Un italiano tanto incosciente quanto coraggioso. La sua storia merita di essere raccontata!

Rivivi le avventure dei “Ragazzi della via Paal”

Chi non conosce, almeno per sentito dire, il romanzo “I ragazzi della via Paal”(in ungherese A Pál utcai fiúk). Non tutti sanno o si ricordano, però, che è ambientato a Budapest. Con grande e graditissima sorpresa ho trovato in Prater Utca numero 11, una delle vie più degradate dell’VIII Distretto, le statue dedicate ai protagonisti del libro.

Nella stessa zona è possibile visitare il giardino botanico e il laghetto, che ormai è più pozzanghera che lago. Per fortuna immaginazione e fantasia ci possono aiutare a rivivere le avventure degli intrepidi ragazzini.

Terme di Budapest

Un altro primato dell’Ungheria è quello di essere uno dei paesi al mondo più ricchi di acque termali e curative. Solo a Budapest si trovano 130 acque termali e terapeutiche, un decimo delle circa 1.300 sorgenti registrate nel Paese, con circa 300 tipi differenti di acque termali.

Luogo perfetto per gli amanti del genere. Ma se visitate Budapest solo per un giorno forse non vale la pena passarlo a mollo nelle acque termali, seppure piacevolissimo passatempo. Potreste però visitarle la sera, dopo una lunga giornata passata a camminare scoprire, approfittando dell’apertura notturna di alcuni stabilimenti.

Di seguito alcuni dei più noti stabilimenti.
Bagno termale e piscina Széchenyi, le sue acque provengono da una fonte artesiana con certificate proprietà curative, sono le meno turistiche. In una delle piscine è possibile giocare a scacchi mentre si è comodamente immersi nel tepore termale.
Bagno termale, spiaggia e piscina Géllert, dagli interni  pregiati e spettacolari.
Bagno termale e piscina Lukàcs con la sala dell’acqua minerale famosa per le proprietà depurative di fegato e intestino
Bagno termale Kiràly tra i più antichi della città e con una sala dedicata al bagno turco.

Cosa mangiare e cosa bere?

“Ungheria, crocevia d’agli e di paprika, idioma universale di sapori, tutto diventa tuo sangue e ospitalità del bacio dolce”. P. Neruda

La cucina ungherese è famosa in tutto il mondo per i suoi sapori speziati e agrodolci. La paprica, sia dolce (csemege) sia piccante (csipos) pepe e aglio sono sempre presenti nelle ricette della cucina tradizionale.
Molto usata è la Erős Pista, rossa fuoco, a base di paprika, super mega piccante.

Il Gulash (Gulyás)

Primo e indiscutibile piatto tipico ungherese è senz’altro il Gulash (Gulyás), o zuppa del mandriano, che non è lo spezzatino di carne che noi tutti italiani ci aspetteremmo. Si tratta, invece, di una zuppa calda, dal sapore intenso e colore rosso acceso. Preparata con carne, solitamente di manzo, cipolla, aglio, paprika, pomodori e patate. Rappresenta per antonomasia il carattere nazionale ungherese.

Le carni

La maggior parte dei piatti della tradizione ungherese è a base di carne. Tant’è che quando comunicai ai miei amici ungheresi di essere vegetariana si guardarono confusi tra loro per poi chiedermi con un certo tono di preoccupazione: “Ma quindi cosa mangi?”.

Le possibilità, quindi, in questo senso sono innumerevoli. Spezzatino di manzo (porkolt) con cumino e cipolla, costa di maiale (ambassador módracosto) arrotolata in prosciutto, formaggio e poi fritta, pollo alla paprika (paprikáscsirke), involtini di cavoli con riso e carne di maiale (toltottkàposzta), crespelle ripiene di carne trita (Hortobágyi húsos palacsinta) e ancora brodo di gallina (Újházi tyúkhúsleves) con piselli, funghi, capelli d’angelo.
Famosissimo è anche il salame ungherese (szalàmi) composto da un terzo di carne magra di suino, un terzo di grasso, (sempre di suino) e la parte restante da carne magra di bovino. Il tutto miscelato con sale, pepe macinato, paprica, aglio pestato e macerato nel vino bianco.
Gli cholent sono un piatto tipico della cucina ebraica (o cucina kosher), si tratta di stufati di fagioli con carne affumicata.

Il Pesce

Sono molti anche i piatti a base di pesce. L’Ungheria è un paese ricchissimo di laghi e corsi d’acqua, il pesce cucinato è quindi principalmente d’acqua dolce. Partendo dalla zuppa di pesce (halàszlè ovvero il brodo del pescatore) molto piccante, passando per la carpa alla paprica (Paprikaàs ponty), al dentice del Balaton (Balatoni fogas), fino ad arrivare alla trota alla panna (Pisztráng tejszínmártásban).

Piatti vegetariani

Mangiare vegetariano a Budapest si può. Non sarà in ogni caso il cibo più leggero e salutare che possiate mangiare ma è sicuramente molto bono e saporito. Il langòs è il piatto tipico dello street food locale. Una sorta di pizza fritta farcita con qualsiasi cosa possiate immaginare. Nelle bancarelle del mercato coperto, per esempio, si può ordinare una di queste mega frittelle salate e scegliere con cosa accompagnarla, insalata, cipolle, peperoni, verdura cruda e cotta, formaggio di capra e chi più ne ha più ne metta e le porzioni sono gigantesche.

La palacinka, un altro must della cucina ungherese e valida alternativa per noi poveri vegetariani ;-), è una specie di crepes. Anche in questo caso, può essere servita con qualsiasi cosa desideriate, dolce o salata, ma particolarmente consigliata è la palacinka con miele e noci.
Zuppa di funghi (gombaleves) con paprika e panna e poi ancora crema di verdure (Főzelék) e tipici gnocchetti (galuska/nokedli) simili agli strozzapreti nostrani, serviti con formaggio filante ma anche carne a volte.

I dolci

I dolci più tipici di Budapest sono sicuramente la Dobos Torte, dolce a cinque strati di pan di Spagna e cioccolato con copertura di caramello e la Esterhàzy torte preparata con pasta speciale di noci e crema alla vaniglia.
Dolce da street food è, invece, il kürtőskalács, pare essere il dolce più antico di tutta l’Ungheria.  Anche noto come camino dolce per la sua forma. E’ infatti uno spiedino cilindrico di pasta sfoglia zuccherata arrostito lentamente sulla fiamma viva. Lo zucchero sulla superficie si caramella trasformandosi così in una dolcezza croccante. Dopo la cottura viene ricoperto da cacao, cioccolata in scaglie, cannella, papavero, noci o vaniglia e mandorle.

Le bevande

Quello che ho notato frequentando i miei amici ungheresi e visitando Budapest è che qui si beve tantissima limonata ed altrettanta grappa. Probabilmente l’assunzione di una aiuta a compensare quella dell’altra! Ricordo la mattina appena arrivati a lavoro si facevano dei mega bicchieroni di acqua, limone, spezie varie e a volte soda e dal pomeriggio in poi giù di Palinka, così si chiama la grappa ungherese, distillato di frutta, prugna, pesca, amarena, mela cotogna o pera. Fate attenzione però..è veramente fortissima. Mentre i miei amici sorseggiavano tranquillamente il 4 o 5 bicchierino io mi aggiravo per il locale stordita con in mano soltanto il primo.
Un ottimo e pregiato vino bianco passito che si può guastare a Budapest è il Tokaji. E’ famoso oltre che per il gusto particolare anche per la sua storia. A causa di una vendemmia rimandata perché gli addetti alla vigna erano stati chiamati alle armi, l’uva venne attaccata dalla cosiddetta “muffa nobile” (per chi se ne intende Botrytis Cinerea) così chiamata perché, pur essendo una muffa, se ben controllata, può dar vita a dei capolavori enologici. E proprio così accadde. Dopo la contaminazione tutti i grappoli appassirono ma si decise di svolgere ugualmente la vendemmia. Il vino che se ne ricavò fu per tutti una gradita sorpresa: era buonissimo. Da allora il Tokaji divenne il vino preferito dai nobili d’Europa.

Molto in voga negli ultimi anni sono i “pub in rovina” di Budapest. Non sono altro che edifici decadenti, eredità del periodo comunista, arredati in modo vintage e con muri decrepiti spesso tappezzati da poster del passato socialista. Qui, dal tardo pomeriggio fino a notte fonda, pulsa la movida piu’ artistica e alternativa. Con pochi euro potrete farvi una birra, un bicchiere di palinka o un distillato di verdure, chiacchierare, incontrare giovani artisti, vedere una mostra d’arte o un film proiettato su un lenzuolo, ascoltare musica dal vivo, ballare e godere dell’atmosfera relax delle stanze più intime. Szimpla Kert è il più conosciuto e frequentato da artisti emergenti. Per trovare il pub che fa per voi, date un’occhiata a www.ruinpubs.com oppure gironzolate per il Quartiere Ebraico nel Settimo Distretto e per Józsefváros, ex zona malfamata dell’Ottavo Distretto, oggi centro di cultura e avanguardia.

Budapest è veramente una città spettacolare, dai mille volti e dalle molte anime. Vale davvero la pena rimanerci qualche giorno, ma se il tempo che avete a disposizione non ve lo permette girate, girate e girate per tutto il giorno. Non perdetevi una singola virgola di quella che, a mio parere, è una delle più belle e suggestive capitali d’Europa.

Buon vento ma sopratutto jó utat (buon viaggio)!

Monaco di Baviera in un giorno. Oltre l’Oktoberfest c’è di più.

Monaco di Baviera in un giorno. Oltre l’Oktoberfest c’è di più.

Monaco di Baviera in un giorno. Sicuramente è troppo poco tempo per visitare una grande città come Monaco (München in tedesco)i musei ed i dintorni. Se però si vuol fare un giro non troppo approfondito ammirando i luoghi di maggior interesse, una giornata è un tempo sufficiente. Se volete partecipare ad un evento particolare, come il famosissimo Ocktoberfest, potete dedicare una giornata a visitare la città ed una alla manifestazione. Consiglio il primo giorno la visita e il secondo il festival. Dopo una giornata passata a provare 1000 e uno tipi di birra il giorno dopo vorrete solo dormire!

Ma Monaco di Baviera è molto di più dell’Oktoberfest, che pure richiama ogni anno miglia di turisti.

Come arrivare?

Arrivo in autobus – Stazione centrale ZOB Stazion

Se arrivate in autobus vi fermerete per l’appunto alla stazione centrale degli autobus ZOB Stazion. Quando sono andata a Monaco di Baviera ho usato un bus  a lunga percorrenza. Sono partita da Torino viaggiando tutta la notte alla modica cifra di 29 euro. Se avete letto un po’ il mio blog ormai saprete che cerco di viaggiare al massimo del risparmio. Facendo un po’ di ricerche ho trovato la soluzione ottimale per orari e soprattutto per il prezzo!

La ZOB Stazion è leggermente decentrata. Per recarsi nella zona di maggior interesse con tutti i monumenti bisogna camminare circa 20/25 minuti oppure 5 minuti con il treno (S-Bhan). Per il centro qualsiasi linea S va bene, la fermata del treno è adiacente e ben visibile rispetto a quella degli autobus.

Arrivo in treno – Stazione Centrale di Monaco (München Hauptbahnhof)

La stazione dei treni dista dal centro un quarto d’ora a piedi. Si può quindi raggiungere camminando oppure prendendo sempre la metropolitana  cittadina (S-Bhan).

Arrivo in aereo – Aeroporto di Monaco (“Franz Josef Strauss” Flughafen)

L’aeroporto di Monaco di Baviera dista dal centro circa 30 km ma è molto facile raggiungere il cuore della città.
Sul sito ufficiale dell’aeroporto è possibile trovare tutte le informazioni necessarie per il trasferimento con orari, modalità e fermate dettagliate.

  • Si può utilizzare il treno – ovvero la metropolitana cittadina – che si chiama S-Bhan. Per raggiungere il centro si impiegano circa 40 minuti.
  • Si può prendere l’autobus. Ci sono mezzi che portano in centro che partono dal Terminal 1 e 2. Anche in questo caso ci vogliono circa 40 minuti per il trasferimento.
  • Con l’auto a noleggio, invece, ci si impiega circa 30 minuti e bisogna percorrere l’Autostrada A9. Bisogna ricordare che in Germani non ci sono caselli autostradali e pedaggi da pagare ma bisogna comprare una Vignette (tagliando adesivo da applicare al vetro dell’auto) per il periodo di tempo che si intende viaggiare all’interno della rete autostradale tedesca.
  • Il taxi è l’alternativa più costosa ma sempre disponibile davanti all’uscita dei Terminal.

Biglietto giornaliero per i mezzi pubblici

C’è la possibilità di comprare un biglietto giornaliero per i mezzi pubblici. Il costo è di 6,60 euro e comprende metropolitana, treno ed autobus in tutta la zona metropolitana si Monaco e immediati dintorni.

Si può acquistare anche un biglietto che combina il giornaliero per i mezzi pubblici e lo sconto sulle principali attrazioni. Costa 11,90 euro ed include per l’appunto anche la possibilità di pagare l’entrata ridotta in più di 70 luoghi d’interesse.

Cosa vedere?

Theresienwiese (Il parco di Therese) e Ruhmeshalle (Pantheon)

Theresienwiese è l’enorme piazzale che ospita il famosissimo Oktoberfest e altre manifestazioni durante l’anno. Alcuni festival invernali e i mercatini di Natale. Al lato è situata il Ruhmeshalle, un imponente edificio ispirato al Pantheon di fronte al quale è stata costruita un’altissima statua per celebrare la grandezza della Bavaria (la regione..non la birra ;-)). Quando non ci sono eventi particolari il piazzale è completamente spoglio. Il monumento e la statua risaltano prepotentemente sullo sfondo trasmettendo un senso di potenza e magnificenza ma anche di inquietudine. Se poi la giornata è fredda e grigia (come spesso accade a Monaco) si crea un alone di mistero, un’atmosfera quasi post-apocalittica.

La statua ha un’apertura nella parte posteriore. E’ possibile perciò entrarvi dentro e salendo la lunga e stretta scala a chiocciola arrivare in cima. Da lì si ha un’ottima prospettiva sulla zona circostante.

Marien Platz, Neues Rathaus e Glockenspiel

Marien Platz è il cuore del centro storico di Monaco. In origine la piazza era destinata al “mercato del grano e del sale” ora è soprattutto punto di ritrovo  ed interesse turistico. Da qui partono tutte le vie principali del centro.
Curiosità: La Germania era un centro molto importante lungo la famosa “Via del Sale”. Il percorso veniva utilizzato nel Medioevo per il trasporto delle merci tra cui, appunto, il sale, oro bianco del passato.

MarienPlatz è dedicata a Santa Maria, patrona della città. Al centro della piazza si erge una colonna dorata con in cima una statua dedicata alla Madonna. Ai suoi piedi si possono individuare quattro angioletti armati. Lì collocati per sconfiggere i mali che si abbatterono sulla città dopo la Guerra dei Trent’anni: carestia, peste, guerra ed eresia. Queste calamità sono a loro volta rappresentate da un drago, un basilisco, un leone e un serpente.

Marien Platz è dominata dal Neues Rathaus, imponente edificio che ospita il nuovo municipio. Questo è sicuramente un luogo da non perdere per la maestosità della costruzione ma soprattutto per assistere al famosissimo Glockenspiel (carillon) in azione. La torre centrale dell’edificio ospita il più grande carillon della Germania. Ogni giorno alle 11 di mattina, sempre puntualissimo, gira e si muove al suono delle campane. Da maggio ad ottobre si attiva anche alle 13, 17 e 21.
E’ uno spettacolo suggestivo che narra due storie. Il matrimonio del duca Guglielmo V con Renata Lothringen ed il torneo cavalleresco che venne organizzato in loro onore. La seconda animazione rappresenta la “Shefflertanz”(danza dei bottai). Venne organizzata per la prima volta in occasione della fine della peste del 1517. Oltre che nel Carillon, ogni 7 anni si rievoca questa ricorrenza, i ballerini danzano per le vie della città dipingendo il volto dei passanti di nero, come  esorcizzazione della peste.

Frauenkirche – La cattedrale di Monaco e l’impronta del diavolo

Questa chiesa si trova a pochi isolati da MarienPlatz ed è semplicemente spettacolare. Sia fuori sia dentro. E’ un simbolo di Monaco nel mondo ed un ottimo punto di rifermento se ci si perde! Da quasi tutta la città è possibile vedere i due campanili gemelli che svettano con i loro 99 metri di altezza.  E’ anche possibile salire in cima alla torre meridionale per godere del panorama sulla città. Quello che affascina maggiormente, tuttavia, in questo luogo, oltre alla grandiosità della costruzione, è la leggenda che avvolge la cattedrale.

La leggenda dell’impronta del diavolo. Si narra che l’architetto che progettò la chiesa, tale Jörg von Halsbach, fece una scommessa con Satana. Sarebbe riuscito a costruire una chiesa senza finestre. Ultimata la costruzione convocò il diavolo per dimostrargli di aver compiuto l’impresa. Lo fece entrare dall’ingresso principale e da lì gli mostrò come la chiesa fosse adeguatamente illuminata senza però aver introdotto finestre. Ma era un trucco, un effetto ottico. Infatti dal punto in cui lo aveva fatto fermare non si potevano vedere le vetrate. I pilastri della chiesa erano stati posizionati in modo da nasconderle alla vista.
A quel punto il demone proruppe in una gran ristata e sbattendo i piedi a terra lasciò la sua impronta impressa sul pavimento. Pensava che una chiesa senza finestre sarebbe servita a ben poco, in ogni caso ammise la propria sconfitta.
Subito dopo, però, fece un passo avanti e si rese conto di essere stato imbrogliato. Le vetrate c’erano, eccome. Si adirò terribilmente e scatenò un fortissimo uragano contro la costruzione nell’intento di distruggerla. Ma invano. La chiesa rimase solidamente piantata al suolo.
Si racconta che in certi giorni dell’anno ritorni il forte vento e nei suoi ululati sia possibile sentire il verso di rabbia del demonio.

Asamkirche

Il nome vero in realtà è St. Johann Nepomuk, dal monaco a cui è dedicata, ma tutti la chiamano con il nome dei loro costruttori, appunto fratelli Asam. Si trova in una strada nella parte sud del centro storico(SendlingerStrasse). E’ molto piccola. Ma quando ci si entra sembra di essere dentro un dipinto. E’ veramente un capolavoro, e ve lo dice una a cui non piacciono le chiese.

Residentz

La Residenz è un castello, antica residenza dei reali a Monaco. Si trova su Residenzstrasse ed affaccia sull’Hofgarten.
Grande giardino reale con decine di sentieri che convergono tutti in direzione del Dianatempel, bellissimo padiglione eretto in onore della dea della caccia. Questo luogo ogni weekend si trasforma nel punto di ritrovo di ballerini di tango e salsa che si scatenano al ritmo di musica.
All’interno del castello si può visitare il Museo Residenz, ammirare gli appartamenti dei reali e la mitica collezione del tesoro (anche scettro e corona) della dinastia dei Wittelsbach.

Curiosità: l’edificio è sorvegliato dalle statue di quattro maestosi leoni. Essi rappresentano le virtù che ogni bravo sovrano dovrebbe possedere: prudenza, giustizia, coraggio e temperamento. Provate a indovinare quale leone simboleggia quale virtù. La tradizione popolare invita a toccare la loro testa in segno di buona fortuna.

Theatiner Kirche

Si trova in Odeonsplatz, ed è esattamente al centro di Monaco. E’ molto maestosa e altisonante all’esterno. All’interno non si distingue in modo particolare se non per l’alto colonnato e la presenza della cripta in cui sono sepolte le tombe di alcuni tra i principi più importanti che regnarono sulla città.

Karlsplatz e la Porta Karstor

Karlsplatz è anche detta Stachus dagli abitanti di Monaco. Il nome popolare deriva dal proprietario di un’antica locanda, “Stachusgarten”, situata proprio nella piazza.
Al lato della piazza si trova la Porta Karstor, costruita in stile gotico. Da qui parte Kaufingerstrasse, una lunga strada che porta fino a MarienPlatz, oggi dedicata allo shopping. Questa zona pedonale venne creata a seguito dei tragici eventi che segnarono i giochi olimpici del 1972 di Monaco. Un gruppo di terroristi israeliani si infiltrò all’interno del villaggio olimpico per rapire alcuni atleti israeliani. Alcuni dei quali vennero in seguito uccisi. L’obiettivo della milizia era  quello di liberare centinaia di prigionieri palestinesi rinchiusi nelle carceri israeliane.

Curiosità: Molto tempo fa al limitare della piazza c’era la bottega di un orafo. La leggenda narra che a lui venne commissionata, da un uomo benestante, la creazione di un pregiato gioiello. Ma un giorno, dopo che l’artigiano l’ebbe terminato la pietra preziosa scomparve. Lo sventurato orafo venne accusato del furto e condannato a morte. Mentre l’uomo veniva portato verso la porta della torre per essere giustiziato lanciò una sorta di maledizione sulla folla. Poco dopo la sua esecuzione, il gioiello venne ritrovato proprio nella torre stessa. C’è chi dice che oggi le anime di coloro che furono ingiustamente uccisi nella torre vaghino ancora per le strade circostanti.

Mangiare e soprattutto…bere

ViktualienMarkt

E’ lo storico mercato di Monaco di Baviera. Si trova nella zona centrale.
E’ aperto dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 18 e il sabato dalle 10 alle 15. E’ molto frequentato da locali e turisti soprattutto nelle ore centrali della giornata.  Se si vogliono assaggiare le specialità tradizionali e non si cerca necessariamente un ristorante questo è decisamente il miglior posto. C’è una grande varietà di prodotti del luogo ed internazionali. Ovviamente non può mancare birra in quantità industriali e qualcuno con un boccale in mano.

Birrerie storiche

Hofbräuhaus

Si trova in Am Platz 9, aperta tutti i giorni dalle 9 alle 24.

E’ una delle birrerie più famose del mondo. La sua notorietà è data, oltre che dalla qualità della birra anche a ciò che è accaduto tra le sue mura. La famosa“Schlacht im Hofbräuhaus”, discorso di Hitler che convinse molti connazionali a seguire le sue idee politiche. Oggi rimangono orchestre dal vivo, gioiosi avventori e camerieri in costume bavarese.

 

Curiosità: prima di essere una birreria i locali erano adibiti alla produzione della birra stessa. Questo comportava la totale assenza di bagni nei locali della fabbrica. Una volta convertiti in birreria non si provvide immediatamente alla costruzione dei servizi igienici. Per molto tempo, quindi, gli avventori dovevano uscire e fare i loro bisogni per strada. Spesso al rientro il loro posto era stato occupato e il boccale svuotato. Per ovviare al problema le persone presero l’abitudine di fare tutto sotto il tavolo. Senza doversi così alzare ed evitando spiacevoli inconvenienti. Geniale no?!? Dopo poco ci fu un’evoluzione dell’usanza. I clienti si munivano di bastone e tutte le volte che necessitavano di…ehm..espletare..avvertivano chi stava loro davanti colpendolo sulle gambe. Ma, non è ancora finita qui! Il bastone divenne ben presto un tubo dentro il quale far passare direttamente l’urina.
Fortunatamente ai giorni d’oggi si possono trovare comodi ed ampi bagni. Vi potete quindi concedere una birra tranquillamente seduti senza il rischio di venire..innaffiati.

Augustiner

Si trova in Neuhauser Strasse 27, aperta tutti i giorni dalle 10 alle 24.
Il locale è diviso in due: a sinistra la birreria, a destra il ristorante. Cambiano solo gli ambienti ma prezzi e menù sono gli stessi. Si dice che venga servita qui la birra più buona della città.


L’Augustiner è il birrificio più antico della Baviera, fondato nel 1328 dai frati Agostiniani appunto. La birra veniva prodotta secondo l’Editto della purezza. Gli ingredienti erano soltanto 3: acqua, luppolo e malto d’orzo. Negli ultimi tempi sono stati aggiunti anche lievito e malto di frumento.

Löwenbräu

Si trova in Nymphenburger Strasse 2 ed è aperta tutti i giorni dalle 11 all’1 di notte.
Locale conosciuto per servire una delle migliori cucine locali di Monaco e numerose qualità di birra diverse. All’interno della birreria c’è un salone immenso, la Festaal, in legno. All’esterno si trova il suggestivo giardino, biergarten, frequentatissimo sempre da turisti e locali.


La specialità della casa si chiama Triumphator ed è una birra scura, la prima che viene spillata a marzo.

Paulaner

La birreria si trova in Kapuziner Platz 5, ed è aperta tutti i giorni dalle 10.00 alle 24.00.
Anche in questo caso si tratta di una birreria molto antica, sempre fondata dai monaci paolini e famosa nel mondo per la purezza degli ingredienti e la freschezza del suo sapore.

Fraunhofer

La birreria si trova in Fraunhoferstrasse 9 ed è aperta tutti i giorni  dalle 17.30 all’1.00
E’ un posto dove vanno i monacensi di solito. Tranquillo, intimo ma decisamente autentico. Entrare lì dentro è un po’ come fare un salto indietro nel tempo, per gli arredi e l’atmosfera un po’ retrò. Cucina tipica e molto buona. Ottime birre artigianali.

Specialità locali

Prima di tutto è bene dire che a Monaco, come in tutta la Germania, si mangia tanto! Le porzioni sono decisamente abbondanti e sicuramente non si rimane a stomaco vuoto.

Detto questo ci sono parecchie specialità che si possono assaggiare. A partire dalla carne (soprattutto di maiale) che, ahimè, è uno degli ingredienti principali della cucina bavarese, insieme a patate e verdure.

1001 tipi di wurstel e salsiccie

Weiβwurst, bianco a base di vitello, la Plockwurst, rosa con carne di maiale e manzo, il Bratwurst grigliato, la Schinkenwurst affumicato, la Leberwurst di fegato di maiale e  ancora il Currywurst, wurstel tagliati o interi e conditi con curry e senape.

Ancora Carne

Lo Schweinebraten è l’arrosto di maiale, accompagnato di solito dagli Knodel, polpette di pane, il  Munchner Sauerbraten carne di manzo tritata e speziata, il Tellerfleisch ovvero lesso con rafano grattugiato,  lo Schweinshaxe stinco di maiale grigliato, l’Haxen coscia di maiale, il Bifflamot manzo alla maniera di Monaco, Schlachtplatte salsicce di fegato, sanguinaccio nero, trippa e diverse salsicce e il Fleish kase carne di maiale simile a forma di formaggio, che viene servita di solito come street food.

Le patate

Le patate sono il tipico contorno tedesco, accompagnano quasi tutte le portate principali. Si possono trovare Kartoffknodel polpette di patate, Ofen Kartoffel patata al cartoccio con  salsa di panna acida e verdure di contorno e le immancabili Pommes Frites ovvero patatine fritte.

Gli Spatzle, sono un altro piatto tipico, pasta all’uovo servita con la “dunkle sose“, una salsa marrone di carne e funghi, oppure i Kasespatzle, stessa pasta ma con formaggio filante e cipolle arrostite.

Per i vegetariani c’è comunque speranza!

Tra le verdure più servite si trovano i Sauerkraut, verza cotta e speziata, il cavolo rosso e ovviamente..patate. Ci sono poi un elenco  considerevole di zuppe di verdura. Aspettatevi la presenza della panna, è infatti l’ingrediente principale in ogni preparazione.

A monaco potete trovare pane per i vostri denti, nel senso che ne fanno di moltissimi tipi e veramente di ottima qualità. Il Weissbrot bianco, lo Schwarzbrot nero, il Volkornbrot ai cereali, lo Pumpernicel pane nero a  fette sottili o come Brotchen (panino). In ogni caso il pane più famoso di Monaco rimane il Bretzel, mio fratello lo chiama il volante per la sua forma particolare. E’ un pane bianco croccante fuori e morbido dentro coperto da semi di sesamo o di zucca e sale grosso.

E dulcis in fundo..i dessert

Il dolce più famoso è certamente l’Apfelstrudel(strudel di mele) servito generalmente con gelato o con crema alla vaniglia. Le Berliner, soffici ciambelle ripiene di marmellata ma poi ancora l’Obstkuchen torta di frutta, la Schwarzwaldertorte  al cioccolato e il Kaiserschmarren originariamente austriaco ma servito anche in Germania, una sorta di frittata dolce caramellata con le uvette.

Come avete potuto leggere e vedere Monaco è veramente molto di più del semplice Oktoberfest. Che comunque rimane sempre una manifestazione importante. Quindi godetevi anche il centro storico, le chiese, i monumenti, le manifestazioni locali di Monaco. E perchè no? fatelo accompagnando il tutto con un buon boccale di birra.

Gute Fahrt (buon viaggio) e come sempre buon vento!